Affido familiare a Genova, Cristina Lodi a Telenord: "Più spazio ai single e al sostegno alle famiglie”
di Carlotta Nicoletti
"Fatto ordine su questo tema, recuperando il piano nazionale sull’affido familiare, le linee nazionali che parlano di famiglia fino ai single"
Cristina Lodi, assessore comunale al Welfare di Genova, ha illustrato a Telenord le novità sul tema dell’affido familiare, con un’attenzione particolare ai single e al sostegno alle famiglie in difficoltà. Lodi ha spiegato che la giunta ha “messo un po’ di ordine su questo tema, recuperando il piano nazionale sull’affido familiare, le linee nazionali che parlano di famiglia fino ai single”, sottolineando che l’obiettivo è ampliare la platea dei possibili affidatari.
Secondo Lodi, ciò che conta è “la valutazione dell’idoneità di chi fa domanda, a tutela massima dei minori. La relazione vuol dire non sostituire la famiglia, ma affiancare la famiglia d’origine”. Ha poi aggiunto che questa attenzione si estende anche agli anziani, con eventi e iniziative pensate per promuovere trasparenza e coinvolgimento della comunità.
Lodi ha evidenziato la necessità di superare definizioni restrittive, come quelle della delibera precedente che parlava di affido solo alle “famiglie tradizionali”: “Non esiste nessun istituto che preveda questo tipo di definizione. Pensiamo che sia importante avviare un sostegno sempre maggiore alle famiglie d’origine, con la partecipazione di chi dà la propria disponibilità”.
Per quanto riguarda il funzionamento pratico, l’assessore ha spiegato che le domande vengono presentate agli ambiti territoriali sociali, dove vengono valutate e seguite in stretta collaborazione con il tribunale. “Con questa chiarezza e trasparenza – ha dichiarato – avviamo un percorso di sempre maggiore coinvolgimento di chi vuole essere al fianco delle famiglie”.
Infine, Lodi ha ricordato la collaborazione con la Caritas diocesana per il sostegno alle persone in condizioni di estrema fragilità: “Oggi sono qui presenti gli uffici della Direzione delle politiche sociali, che spiegheranno ai volontari e ai responsabili dei centri di ascolto Caritas, facilitando la presa in carico e l’accesso alle informazioni, creando una rete più trasparente”.
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