Radar-le 10 domande ad Alessandro Piana, assessore regionale
di Carlotta Nicoletti
La semplificazione burocratica, il rilancio dell’entroterra e un’agricoltura più strutturata sono le priorità indicate dall’assessore regionale Alessandro Piana, ospite della trasmissione Radar. Nel corso dell’intervista ha ripercorso esperienza personale e attività istituzionale, rivendicando risultati su fondi europei e investimenti territoriali, ma anche la necessità di rendere la macchina amministrativa più veloce ed efficace.
Radici – Cresciuto nell’azienda agricola di famiglia nell’entroterra imperiese, Piana lega le sue scelte politiche all’esperienza diretta sul territorio. «Rifletto sempre su quanto i bandi possano essere davvero utili e su quanto sia fondamentale snellire procedure burocratiche antipatiche», ha spiegato, sottolineando la distanza tra tempi amministrativi e competitività economica.
Agricoltura – Il settore resta segnato da frammentazione aziendale e marginalità economica. L’obiettivo della Regione è rafforzare le imprese e favorire il ricambio generazionale. «L’imprenditore agricolo deve essere sempre più una figura professionale e non una risposta alla disoccupazione», ha detto, annunciando nuove misure dedicate ai giovani.
Entroterra – Tra i risultati rivendicati, oltre 50 milioni di euro investiti negli ultimi due anni in comuni interni e aree protette. Interventi su infrastrutture, servizi e scuole con contributi al 100% per sostenere amministrazioni locali spesso con risorse limitate.
Europa – Sul fronte dei programmi comunitari, la Liguria ha raggiunto il 99,73% di utilizzo delle risorse del Programma di sviluppo rurale. «Un risultato importante», ha sottolineato Piana, evidenziando ora la sfida dei tempi di pagamento alle aziende.
Regione – Ripensando ai mesi da presidente facente funzioni, dopo l’arresto del governatore, parla di un’esperienza «formativa», segnata da collaborazione interna e dalla necessità di mantenere lucidità decisionale in una fase delicata.
Politica – Alle critiche dell’opposizione sulla centralità degli eventi risponde rivendicando gli investimenti infrastrutturali: «Se siamo presenti agli eventi è perché prima abbiamo creato le condizioni perché avvenissero».
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