Bogliasco, malori dopo una cena in ristorante: 23 persone accusano disturbi, indagano Nas e Asl

di R.C.

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Nel corso dei controlli sono state contestate al locale alcune irregolarità amministrative, che però non riguardano l'origine dei malori

Bogliasco, malori dopo una cena in ristorante: 23 persone accusano disturbi, indagano Nas e Asl

Doveva essere una serata di festa per celebrare un cinquantesimo anniversario di matrimonio, ma si è conclusa con 23 invitati colpiti da disturbi gastrointestinali. L'episodio è avvenuto domenica scorsa al ristorante Just Peruzzi di Bogliasco e ha fatto scattare gli accertamenti dei carabinieri del Nas e dei tecnici dell'Asl 3.

Nessuno dei commensali è stato ricoverato in ospedale, anche se due persone, che hanno manifestato sintomi più intensi, sono state visitate dalla guardia medica.

Le verifiche sono ancora in corso e puntano a chiarire se i malori siano riconducibili a un'intossicazione alimentare o ad altre cause. Tra gli elementi al vaglio degli investigatori ci sono alcune pietanze servite durante la cena, tra cui tartare di carne e di orata, oltre ai tempi di servizio riferiti da alcuni invitati. Gli accertamenti si sono estesi anche ad alcune segnalazioni di clienti presenti in un altro tavolo del ristorante nella stessa serata.

Nel corso dei controlli sono state contestate al locale alcune irregolarità amministrative, che però non riguardano l'origine dei malori.

Il titolare del locale, Paolo Piccolo, respinge ogni collegamento tra il ristorante e quanto accaduto. "Il locale non è mai stato chiuso e i controlli Asl hanno confermato la corretta conservazione degli alimenti, senza accertare nessi tra i malesseri e i piatti. I piatti in questione, tra cui le tartare di orata e di manzo, sono stati consumati quella sera da numerosi altri clienti senza segnalazioni di problemi. Quel giorno c’era una temperature molto elevata, ciò non consente di trarre conclusioni affrettate. È ingiusto formulare accuse prima che i fatti siano stati verificati. Dopo tanti anni di lavoro onesto e sacrifici, non posso nascondere l’amarezza per una vicenda che, ai miei occhi, sembra un accanimento nei confronti della mia attività. Mi domando se abbia senso continuare. Mi dispiace soprattutto per i miei venti dipendenti e le loro famiglie. Fa ancora più male dover affrontare tutto questo mentre siamo costretti a operare con i giardini vicini chiusi e in stato di abbandono, nell’indifferenza della pubblica amministrazione".

Sulla vicenda è stata aperta un'indagine che dovrà accertare con precisione le cause dei malori e l'eventuale esistenza di responsabilità.

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