Blocco del canale di Suez, l'impatto sui porti liguri

di Edoardo Cozza

La situazione del cargo incagliato in via di risoluzione, ma si ragiona sui riflessi economici dell'incidente

Blocco del canale di Suez, l'impatto sui porti liguri

La situazione nel canale di Suez potrebbe tornare presto alla normalità, visto che il cargo Ever Given è stato disincagliato e lascerà via libera al passaggio delle navi che da martedì scorso stazionano in attesa di passare dall'importante rotta commerciale. Il blocco di una settimana - e non è detto che per tornare a pieno regime non si debba attendere ancora un po' - sta avendo gravi ripercussioni sul tessuto economico mondiale, visto che oltre il 10 per cento delle merci viene trasportato via mare proprio attraverso il canale di Suez. 

Ma i porti della Liguria come reagiranno a questo clamoroso intoppo causato dall'incidente occorso alla portacontainer battente bandiera panamense? Se n'è parlato in un webinar organizzato dall'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, durante il quale diverse figure si sono confrontate sull'argomento, ognuno dal punto di vista della propria esperienza e del proprio campo d'azione. 

Tra i protagonisti della conferenza online c'è stato Stefano Messina, presidente di Assarmatori: "La logica dovrebbe portare a pensare all'adozione del cosiddetto criterio fifo - first in, first out -, ma potrebbero essere date diverse priorità rispetto alla merce o al tipo di carico che ogni nave in fila all'imbocco del canale sta trasportando". Per Messina è difficile fare previsioni certe sull'impatto che questo blocco prolungato avrà sui porti liguri "ma si può ipotizzare - afferma il numero uno di Assarmatori - che i problemi maggiori li avranno quei terminal che attendono le grandi navi, mentre quelli più piccoli potrebbero comunque tenere senza troppi intoppi". 

Non è difforme il pensiero del presidente di Assagenti Paolo Pessina: "Sulla riprogrammazione delle schedule è difficile fare una previsione puntuale, ma dovranno essere evitati passaggi ingarbugliati, che rischiano di complicare la situazione. Ogni compagnia dovrà collaborare coi terminal per minimizzare le problematiche". 

Il tema dell'organizzazione è fondamentale secondo il direttore generale di Spediporto Giampaolo Botta: "Non vogliamo creare alcun allarmismo, anche se siamo di fronte a qualcosa di difficile gestione. Servirà la migliore pianificazione - afferma - per rendere la situazione meno intricata possibile". 

Paolo Cornetto, amministratore delegato Apm Terminals spiega come si stia vivendo un momento di ripianificazione: "Abbiamo notato - tiene a precisare - come un solo evento può avere effetti importanti su tutto un sistema". 

A preoccupare Confindustria Genova è soprattutto l'export. Ne parla Leopolodo Da Passano, responsabile sviluppo economico e portualità dell'associazione: "Da giorni stiamo studiando la situazione e stiamo provando a capire che conseguenze ci saranno. Se la gestione di rinfuse, anche liquide, e finanche dei container potrebbe non avere grosse criticità, quello che più crea grattacapi è la situazione dell'export".