Biocomputer, i neuroni umani diventano calcolatori a basso consumo
di R.S.
Cellule della pelle riprogrammate diventano neuroni organizzati in organoidi tridimensionali
Arrivano i biocomputer, sistemi che sfruttano neuroni umani coltivati in laboratorio per svolgere compiti di calcolo, con consumi energetici infinitamente inferiori rispetto ai tradizionali data center. Cellule della pelle riprogrammate diventano neuroni organizzati in organoidi tridimensionali, collegati a matrici di elettrodi che trasformano le loro scariche elettriche in dati utilizzabili dai computer.
Oggi servono soprattutto per la ricerca: simulano malattie neurologiche, test farmacologici e persino giochi come Pong. Alcuni organoidi vengono affittati da remoto come server, permettendo alle università di accedervi gratuitamente e alle aziende a pagamento.
Nonostante i progressi, restano limiti significativi: dimensioni ridotte, durata breve, variabilità tra campioni e costi elevati. Secondo gli esperti, la tecnologia è promettente, ma ancora lontana dall’essere un vero sostituto dei computer tradizionali.
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