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Autostrade, i Benetton dopo gli arresti: "Ora azioni a nostra tutela". Di Maio: "Via la concessione"

di Fabio Canessa

Carte false sulla manutenzione dei viadotti, Aspi: "Sospesi i dipendenti indagati"

Dopo i primi arresti nell'ambito dell'inchiesta bis sulle presunte carte false circa la manutenzione dei viadotti autostradali, la holding dei Benetton, che detiene il 30,25% delle azioni di Atlantia, annuncia azioni legali. "Alla luce dei recentissimi eventi, Edizione, come azionista di riferimento, prenderà senza esitazione e nell'immediato tutte le iniziative doverose e necessarie, anche a salvaguardia della credibilità, reputazione e buon nome dei suoi azionisti e delle aziende controllate e partecipate", si legge in una nota.

Nel frattempo Autostrade per l'Italia comunica di avere "sospeso i dipendenti" coinvolti nell'inchiesta "con effetto immediato, provvedendo alla loro sostituzione". Il cda di Aspi è stato convocato per lunedì e servirà anche a valutare "ulteriori iniziative a tutela della società". Il titolo Atlantia, dopo le misure cautelari eseguite dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'inchiesta bis sui report 'ammorbiditi' sulle condizioni dei viadotti gestiti dalla controllata Autostrade, ieri ha chiuso in Borsa con un crollo dell'8%.

"Su autostrade andiamo avanti con la volontà di revocare le concessioni ai Benetton, ad un'azienda che non ha mantenuto il ponte Morandi e addirittura ha nascosto le carenze manutentive: mi fa piacere che pure per il Pd questa parola non sia più un tabù", ha ribadito il ministro degli esteri e capo politico del M5s, Luigi Di Maio, ad una iniziativa di Rousseau.

Edizione nella nota "esprime il suo sgomento e il suo turbamento per quanto emerso nelle ultime ore a seguito della doverosa attività svolta dall'Autorità Giudiziaria, in relazione alle diverse indagini in corso dopo la tragedia del crollo del Ponte Morandi di Genova, con i suoi 43 morti che pesano sulle coscienze, ed esprime l'assoluto suo rispetto per il lavoro svolto dalle Autorità competenti".

C'è anche un avvocato indagato per favoreggiamento nell'ambito dell'inchiesta sui falsi report sui viadotti gestiti da Autostrad. Si tratta di Fabio Freddi, dello studio legale Andreano. Ieri, i militari del primo gruppo della guardia di finanza di Genova, insieme al procuratore aggiunto Francesco Pinto e a un membro del consiglio dell'ordine degli avvocati del capoluogo lombardo, hanno perquisito il suo ufficio milanese. Secondo gli investigatori, il legale fece acquistare agli indagati i jammer, i disturbatori di frequenza per non essere intercettati. Oltre all'ufficio è stata perquisita anche la Muteki srl, ditta specializzata nel campo investigativo-informatico. Nella sede di Cesano Maderno, gli inquirenti hanno trovato e acquisito fatture per circa 60 mila euro per forniture di apparecchiature elettroniche.

La procura di Genova ha trasmesso gli atti ai colleghi di Avellino che hanno indagato sulla strage del bus precipitato nel 2013 dal viadotto "Acqualonga" dell'A16 Napoli-Canosa, causando la morte di 40 persone. In particolare, i magistrati genovesi hanno inviato le intercettazioni relative a Paolo Berti, all'epoca del crollo del ponte Morandi direttore Operazioni centrali di Autostrade. In quella conversazione telefonica, secondo quanto emerso nell'inchiesta sui falsi report sui viadotti autostradali, Berti parla con Michele Donferri Mitelli, ex responsabile nazionale manutenzione di Aspi. Il primo manifesta disappunto per essere stato condannato (5 anni e 10 mesi) per quell'incidente lamentandosi che avrebbe potuto dire la verità e mettere nei guai anche altri. L'altra risponde che non ci avrebbe guadagnato nulla mentre, alla luce del suo comportamento, può "stringere un accordo col capo". "Tu hai ragione ma non è che se metti in galera anche un altro a te cambiava qualcosa. Quindi a questo punto fregatene! Aspettali al varco e pensa solo a stringere un accordo col capo".

"Per garantire ai cittadini la più ampia informazione sulle condizioni di sicurezza dei viadotti della propria rete" Autostrade per l'Italia "ha pubblicato sulla homepage del sito www.autostrade.it, nell'area 'Sicurezza Viadotti', schede di dettaglio sulle condizioni di sicurezza del viadotto Pecetti e del ponticello Paolillo e le relative comunicazioni inviate al MIT. Dalle informazioni e dai documenti consultabili da chiunque emerge una condizione di piena sicurezza delle due opere". E' quanto si legge in una nota della società.