Autostrade della Liguria: un tormento infinito

di Paolo Lingua

Autostrade della Liguria: un tormento infinito

Alla fine bisognerà rassegnarsi, sia pure con rabbia. Oggi è cominciato il tormento dei blocchi e delle code già previsto e annunciato sulla linea della A10, con il blocco, per lavori, tra l’accesso aeroportuale e l’uscita di Prà. Come previsto code per decine di chilometri e code lungo l’asse stradale sulla linea di Genova di Ponente. Le conseguenze si sono poi avute ancora sull’asse verso Arenzano e per le uscite successive, oltre che sulla A26 in direzione di Ovada.  Ma non finirà qui. Anche se la direzione di Aspi precisa che sono state disposte organizzazioni di servizi in supporto degli automobilisti con distribuzione di servizi assistenziali e di acqua per gli automobilisti bloccati in coda, le difficoltà di spostamento sulle autostrade liguri non finiranno tra dieci giorni, quado sono annunciati i completamenti dei lavori sulla A10. Gli stop, le corsie uniche e i blocchi notturni proseguiranno lungo tutta l’asse (di levante e di ponente) autostradale andranno avanti per molti mesi, se non per anni. La situazione, per quanto complessa, va ridotta a un ragionamento essenziale. Ci sono stati più di trent’anni di lavori inadeguati se non omessi di manutenzione e una serie di mancati controlli da parte dei ministeri.

Al di là del tragico crollo dell’ex Ponte Morandi dal quale sono poi emersi tutti i limiti oltre che le omissioni di manutenzione, la situazione delle autostrade liguri impone interventi urgenti: al di là delle revisione dei ponti, ci sono tante questioni delicate: la condizione stradale, le questioni relative alle gallerie e i limiti dei cosiddetti “muri” antirumore.  “Tutto sbagliato, tutto da rifare” come diceva un antico motto? Non siamo troppo lontani dalla verità.  La situazione rischia di peggiorare con un potenziale intervento della magistratura: infatti Assoutenti ha annunciato un quasi certo esposto alla magistratura  chiedendo di “aprire una indagine sui costanti disservizi registrati sulle autostrade liguri”.  I reati ipotizzati sono la “interruzione di pubblico servizio” e di “violenza privata” nei confronti degli automobilisti. E’ indubbio che la situazione, considerata la particolare stagione vacanziera, è molto pesante. A Genova si sono messi a punto progetti di scaglionamento  di discesa dai traghetti con turni ne stop per consentire una diluizione del traffico. Pesantissima la situazione dei Tir con ripercussioni preoccupanti sul traffico portuale.

Però è inutile farsi illusioni. La situazione del traffico sulle autostrade della Liguria sarà limitata  e pesante, con gravi ritardi e movimentazione limitata ancora non solo per molti mesi ma per qualche anno. Si pagano decenni di manutenzione inadeguata e di mancati controlli da parte dei ministeri competenti. E non è possibile dar luogo a interruzioni perché non si possono correre rischi di crolli o d98i gravi limiti, nel caso di crolli o di inadeguatezze che emergono tutti i giorni. La società Aspi, che pure sta passando sotto il controllo pubblico, ha, come si direbbe in linguaggio da bar, la magistratura  che incombe alle sue spalle per tutti i problemi del passato. E quindi non può, in concreto, fermare i lavori di messa a punto, per il timore di denunce d’ufficio o anche più gravi nel caso di incidenti con danni alle cose e alle persone. In realtà siamo di fronte a una stretta che non è evitabile né rinviabile. Ma la conseguenza è il pesante danno ai cittadini, all’economia e al servizio pubblico. In concreto, non c’è via di uscita, anche se i danni di fatto li paga la collettività, senza alcuna possibilità di soluzioni alternative.  L’Italia (in questo caso in particolare la Liguria una delle regioni più martoriate)  paga tutti gli errori – e le colpe - del passato. Vedremo gli esiti delle inchieste in corso, ma resta comunque una immagine molto netta di una gestione quasi certamente discutibile e anche cinica, ma per molti aspetti assolutamente assurda.