Assurdi i dubbi sui vaccini

di Paolo Lingua

Assurdi i dubbi sui vaccini

Ha certamente ragione il professor Bassetti quando afferma che occorre proseguire, senza intoppi, sulla strada dell’incremento dei vaccini e anche lungo la ideale corsia del terzo vaccino, sia per chi ha ottenuto solo il Johnson in unica tornata, sia per chi ha già compiuto dalla scorsa primavera la doppia dose. Sarà, a quanto si è appreso dai vertici sanitari nazionali e internazionali, una dose intera di Pfeizer o di Moderna o la mezza dose di Moderna per chi ha già compiuto da più di sei mesi il ciclo completo di quel tipo di terapia. Ormai non ci sono più dubbi ed è inutile ascoltare le confuse argomentazioni dei “no vax”, sorretti da posizioni strumentali politiche di estrema destra e di estrema sinistra alla disperata ricerca di spazi di immagine: solo l’incremento dei vaccini sarà un argine concreto ed efficace di fronte al rischio d’una  ondata d’urto d’una quarta fase della ripresa della pandemia. Purtroppo siamo di fronte a movimenti d’urto incoscienti per dar vita a eccessi di assembramenti d’ogni genere.

La proteste e le contestazioni avvenute a Trieste nelle scorse settimane ne sono una prova concreta: ci sono riprese dei contagi , sia pure in condizioni meno gravi rispetto al passato, ma solo insistendo sui vaccini sarà possibile tornare davvero alla normalità alla quale tutti aspiriamo. Il “terzo vaccino” si sta muovendo sia per quel che riguarda gli “over 80”, il settore sanitario e medico, sia per i cosiddetti “fragili”, ma ora il governo spinge per gli “over 60” per poi passare alle fasce d’età inferiori. Nelle prossime ore dovrebbe uscire la nuova strategia pubblica e politica, ma appare ormai chiaro che si punterà a proseguire sino alla prossima primavera, se non addirittura sino alla fine di giugno  sull’uso del “green pass” e a spingere sulle vaccinazioni senza arrivare a una legge che le renda obbligatorie, anche se nelle scuole, nell’accesso a certi luoghi chiusi , nonché  nel campo sanitario la obbligatorietà del vaccino è un fatto reale, anche perché proseguono le sospensioni dal lavoro  e dalle retribuzioni dei dipendenti del settore (medici, infermieri, personale ausiliario che abbia contatto con il pubblico) che rifiutano la vaccinazione.

E, in questi casi, il sottoporsi al tampone non è sufficiente per avere reali garanzie di non diffusione di possibili infezioni. E’ comunque indubbio che, nei passaggi di queste settimane, c’è stato un rallentamento della corsa alla vaccinazione. Non si sa se per dubbi verso la terza dose, oppure per un eccesso di ottimismo di cui forse l’inconscio collettivo sente il bisogno dopo quasi due anni di restrizioni.  Ma, come si è detto, gli assembramenti di ogni genere – dallo sport, ai rischiosi e assurdi “rave”, sino alle manifestazioni di protesta e di contestazione senza mascherina – creano sistematicamente la crescita dei contagi e della diffusione del Covid e, in percentuale di fatto assoluta (e qui ha ragione ancora una volta il professor Bassetti, sempre in casi di non vaccinati. E questo fatto statistico che è innegabile e non confutabile è la prova concreta della necessità di vaccinarsi.

Non resta quindi che mantenere le norme di rigore e di prudenza, di contenimento dei rischi di assembramento e d’una politica di persuasione al vaccino per stringere sempre più gli spazi di diffusione della pandemia. Non a caso molti Stati europei (dalla Francia alla Germania) hanno affermato a tutti i livelli che, sia pure alla luce della complessa situazione attuale, il sistema italiano è quello che ha dato sinora i migliori risultati. E, dal momento che è assurdo sperare nei miracoli perché la ricerca scientifica ha le sue metodologie e i suoi tempi, occorre perseguire a testa bassa, senza dubbi,  il sentiero che è stato disegnato.