Aspi: "Dopo le inchieste abbiamo innovato il nostro modello di sorveglianza"

di Redazione

Autostrade per l'Italia ha recepito tutte le indicazioni del Mit coinvolgendo istituti universitari per verificare i progetti più complessi

Aspi: "Dopo le inchieste abbiamo innovato il nostro modello di sorveglianza"

Rispetto alla decisione della Cassazione di confermare la sospensione dai pubblici uffici dell'ex amministratore delegato di Spea e di altri tre funzionari della società, indagati per aver falsificato i report ispettivi di alcuni viadotti, e ad altre notizie di indagini pubblicate in questi giorni dai media sui controlli effettuati dalla stessa Spea, Autostrade per l'Italia ricorda in una nota di aver radicalmente innovato il proprio modello di sorveglianza della rete, coinvolgendo le migliori competenze ingegneristiche presenti sul mercato e nel mondo accademico.

Nell'ottobre 2019 Aspi ha pubblicato un bando europeo per affidare al mercato, secondo i migliori standard del settore, il servizio di sorveglianza di ponti, viadotti e gallerie. In ogni caso, nelle more dell'aggiudicazione del bando, la società lo scorso novembre ha interrotto il rapporto con Spea, affidando i monitoraggi - a seguito di una procedura a evidenza pubblica - a un'ATI composta da Bureau Veritas Nexta, Proger Spa, Tecno Piemonte Spa e Tecno Lab srl.

Si tratta di alcune tra le più importanti società di ingegneria attive nel settore dei monitoraggi e della certificazione dei materiali: il consorzio ha regolarmente completato entro lo scorso marzo la prima fase trimestrale di monitoraggi dei 1943 ponti e viadotti della rete gestita da Aspi, nonostante le difficoltà sopravvenute a causa del lockdown. La seconda fase trimestrale di ispezione sarà completata entro giugno.

Per quanto riguarda le modalità dei controlli e delle verifiche di sicurezza riguardanti i ponti stradali, Autostrade per l'Italia ricorda di aver costantemente condiviso e recepito tutte le indicazioni del Mit, coinvolgendo, come richiesto dallo stesso Dicastero, qualificati istituti universitari per la verifica delle proprie procedure e dei progetti di maggiore complessità.

Aspi, prosegue la società, è stata inoltre la prima concessionaria a recepire le Linee Guida sulle attività di sorveglianza emesse a inizio maggio dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Le attività di monitoraggio e sorveglianza sono state totalmente riformate anche per quanto riguarda le gallerie, spiega Aspi, spiegando di aver proposto e concordato con il Mit un piano di verifica approfondito delle condizioni di tutte le 587 gallerie della rete, per un totale di circa 354 km. Sono state messe in campo, aggiunge, tecnologie avanzate come il georadar e il laser scanner, per compiere un check up approfondito delle condizioni sia delle volte in calcestruzzo che dei circostanti terreni scavati all'origine, con lo scopo di individuare e programmare, o realizzare subito qualora necessario. non solo gli interventi di manutenzione ordinaria, ma anche opere di adeguamento e miglioramento dei tunnel stessi.

I controlli vengono svolti, afferma Aspi, da alcune tra le più importanti società di ingegneria specializzate nel controllo e progettazione delle gallerie, tra cui il Gruppo Lombardi, Sws Engineering e Rocksoil.

Gli standard per l'assessment attivato da Aspi sono stati inizialmente mutuati dal CETU (Le Centre d'Etudes Des Tunnels del governo francese) e, dopo un ulteriore perfezionamento avvenuto con il Mit, sono diventati il protocollo che lo stesso Ministero ha emesso a maggio e poi proposto come riferimento a livello azionale. Dati, informazioni e report integrali delle attività di sorveglianza delle società esterne relativi alle attività di monitoraggio e sorveglianza vengono messi a disposizione del Mit attraverso l'inserimento in una banca dati digitalizzata e in cloud, appositamente sviluppata per condividere trasparentemente con il dicastero tutte le informazioni disponibili sullo stato della rete.

A febbraio Aspi ha creato nel proprio cda un comitato Controllo e rischi, istituito un nuovo sistema di Enterprise risk management, fissando piani di azione e obiettivi vincolanti per il controllo dei rischi, e ha istituito la Direzione Internal audit. Recentemente è stato assunto un nuovo risk officer alle dirette dipendenze dell'amministratore delegato.