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Apertura centri estivi, i sindacati denunciano: "Un pasticcio annunciato"

di Redazione

"Da inizio maggio chiediamo alla Regione di far partire questi servizi in sicurezza"

Sulla partenza dei centri estivi per bambini e ragazzi "assistiamo da giorni ad annunci, ordinanze, dichiarazioni che provano a coprire la totale assenza di programmazione. Cgil, Cisl e Uil hanno già segnalato l'urgenza di strutturare servizi rivolti ai ragazzi, provati dall'isolamento, e la necessità delle famiglie". Lo scrivono in una nota congiunta Fulvia Veirana, Claudio Donatini, Fabio Servidei segretari regionali Cgil Cisl Uil Liguria.

"Da inizio maggio chiediamo di far partire questi servizi in sicurezza. Benché il numero dei contagi sia in discesa ovunque, la Liguria continua ad essere la regione con l'aumento maggiore, perciò abbiamo chiesto l'adozione di alcuni accorgimenti" come "un servizio sanitario dedicato alle attività dei centri estivi" e "norme universali a tutela di lavoratori e famiglie" e che le Istituzioni approfondissero le modalità organizzative dei servizi rivolti ai bimbi con età fra zero e tre anni, dove non esistono linee guida nazionali e sono in corso approfondimenti medici dovuti all'impossibilità di rispettare le distanze interpersonali e di utilizzo delle mascherine per cui molte altre regioni, fra cui Veneto ed Emilia Romagna, stanno cercando di individuare le modalità più sicure per bimbi, lavoratori e volontari coinvolti. Quasi tutte le Regioni - prosegue la nota - hanno agevolato un confronto costruttivo fra gli attori coinvolti, a partire dai pediatri.

Apprendiamo dalle dichiarazioni dell'Assessore Cavo che ci sarebbe un accordo con sindacati e enti gestori, cosa che non ricalca l'esito della riunione di venerdì 29 maggio nella quale i sindacati hanno ribadito il mancato recepimento dell' accordo dei gestori e famiglie inteso come addendum del protocollo-quadro con Regione. E non è stato tenuto conto dei modelli organizzativi di produttività tra addetti e utenza da 0 a 3 con un indice 1/3 per bambino, nonché la mancanza dei dpi. Queste considerazioni sono elementi minimi a sostegno di un percorso di apertura dei centri estivi in sicurezza".

Per ora, conclude la nota "Alisa non ha ancora definito linee guida sanitarie a supporto delle attività estive e l'ordinanza 35 prevede la riapertura dei centri dedicati ai bimbi fra 0 e 3 anni senza precauzioni specifiche e nonostante le preoccupazioni di sindacati e enti gestori. Chiediamo, visto che ci sono tutte le condizioni per organizzare al meglio i servizi, che si faccia tutto il possibile per scongiurare il ripetersi di fatti gravi".