Allarme abbandoni estivi, Ghio: "Avere un animale è una responsabilità. Abbandonarlo è un gesto di una disumanità incredibile"

di Luca Pandimiglio

Il canile municipale continua a lavorare senza poter interrompere gli ingressi. Attualmente Monte Contessa ospita circa 150 cani e una ottantina di gatti

Agosto si conferma anche a Genova il mese più delicato sul fronte dell'abbandono degli animali. Un fenomeno che, nonostante campagne di sensibilizzazione e sanzioni sempre più severe, continua a riempire il canile e il gattile di Monte Contessa, già alle prese con una situazione di forte pressione.

A fare il punto è Francesca Ghio, consigliera delegata alla Tutela e al Benessere degli Animali del Comune di Genova, che lancia un appello alla responsabilità e all'adozione consapevole. «Come ogni anno la situazione è molto impegnativa – spiega Ghio – perché purtroppo ci sono ancora persone che vedono il cane o l'animale da compagnia come un oggetto. Quando arriva il momento delle vacanze o non possono più occuparsene, semplicemente lo abbandonano. È una pratica aberrante, perché dall'altra parte c'è un essere senziente, come oggi riconosce anche la legge».

Monte Contessa al limite: circa 150 cani e 80 gatti

Il canile municipale continua a lavorare senza poter interrompere gli ingressi. «La struttura non può chiudere le porte – sottolinea Ghio – perché deve accogliere gli animali sequestrati, quelli recuperati sul territorio e quelli provenienti da interventi delle autorità».

Attualmente Monte Contessa ospita circa 150 cani e una ottantina di gatti, numeri aggravati dal sequestro, avvenuto a metà luglio, di una ventina di gatti provenienti da un allevamento abusivo e ancora non adottabili.

«La situazione di sovraffollamento non dipende dall'incapacità del gestore, ma dalla difficoltà nel trovare adozioni per alcuni animali, soprattutto cani di tipo molossoide o pastori che arrivano da esperienze traumatiche e necessitano di un percorso di recupero comportamentale».

Secondo la consigliera, il problema nasce anche da acquisti irresponsabili e dal commercio illegale di cuccioli. «Ci sono ancora persone che fanno riprodurre questi animali per alimentare un mercato illegale, trattandoli come oggetti».

«Adottare, non comprare»

Per il Comune la risposta passa soprattutto dalla promozione delle adozioni. «Stiamo utilizzando tutti i canali di comunicazione per spiegare cosa significa davvero prendersi la responsabilità di adottare un animale. L'adozione deve essere consapevole e accompagnata da un percorso insieme ai volontari e al gestore del canile».

Ghio ribadisce una posizione netta: «Quando una famiglia decide di accogliere un animale dovrebbe come prima scelta valutare l'adozione. È un doppio gesto d'amore: verso l'animale e verso la propria famiglia. Con i canili italiani così sovraffollati, acquistare un animale dovrebbe essere l'ultima opzione».

Il progetto del nuovo gattile

Tra le priorità dell'amministrazione c'è anche la realizzazione di una nuova struttura dedicata ai felini. «Da oltre un anno stiamo lavorando a un progetto che affronti il problema in modo sistemico. Non vogliamo più limitarci a spostare il problema, ma risolverlo».

La consigliera conferma che sono in corso interlocuzioni per individuare una struttura in una zona centrale della città. «Non posso ancora entrare nei dettagli, ma il percorso è positivo. L'obiettivo è creare uno spazio dedicato ai gatti recuperati sul territorio che possono essere adottati, separandoli dagli animali con particolari patologie come FIV e FeLV. Sarebbe una struttura più vicina ai cittadini e potrebbe contare anche sulla collaborazione dell'Università di Torino».

Il cane legato al guardrail: «L'abbandono è un gesto di una disumanità incredibile»

Nei giorni scorsi ha suscitato grande indignazione il ritrovamento di un cane legato a un guardrail a poca distanza da Monte Contessa. «Non dobbiamo pensare che queste siano immagini da film. È la realtà. Avere un animale significa assumersi una responsabilità. Quel cane si fida della sua famiglia e tradire quella fiducia con un abbandono è un gesto di una disumanità incredibile».

«Può capitare che una persona anziana o una famiglia non riescano più a gestire il proprio animale. In questi casi chiedere aiuto è la scelta giusta. Se non c'è una rete familiare, il canile municipale rappresenta una risorsa. L'abbandono, invece, non è mai una soluzione».

«Serve una squadra unita»

Infine, la consigliera rivendica il lavoro di collaborazione avviato tra Comune, gestore del canile, Asl e associazioni di volontariato. «In passato è mancato l'ascolto. Oggi stiamo costruendo un percorso basato sulla collaborazione, perché il gestore non può essere lasciato solo. L'obiettivo comune deve essere il benessere degli animali e per raggiungerlo servono dialogo, mediazione e responsabilità politica».

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