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Aereo in difficoltà scarica carburante sopra il mar Ligure

di Redazione

I controlli al momento non hanno evidenziato pericoli d'inquinamento

Aereo in difficoltà scarica carburante sopra il mar Ligure

E' tornato all'aeroporto di Malpensa dove era da poco decollato il volo AZ786 per Tokyo delle 15.30 di ieri. Il rientro è stato deciso per motivi precauzionali per una spia che si è accesa segnalando un problema di spinta ai motori. Prima dell'atterraggio il velivolo ha scaricato il combustibile in eccesso, operazione avvenuta all'altezza della Liguria. Dalla compagnia ricordano che per regolamenti internazionali, il carburante viene espulso a una quota tale per cui si nebulizza a contatto con l'aria senza quindi arrivare a toccare terra o in mare. Le stesse fonti ricordano inoltre che la zona in cui compiere l'operazione è stabilita in coordinamento con l'autorità di controllo del volo sulla base del traffico aereo. Una volta atterrato il velivolo, i passeggeri sono stati trasferiti su un altro aereo che è regolarmente partito per il Giappone dove è arrivato con sei ore e mezza di ritardo.

Non è stata trovata alcuna traccia di carburante al largo del mare ligure dopo lo scarico da parte di un aereo rientrato ieri a Malpensa. La capitaneria di porto ha avviato una ricerca, tramite un elicottero decollato da Sarzana (La Spezia), senza però trovare riscontri. Anche tramite satellite non è stata trovata traccia. Da quanto si apprende, il pilota ha scaricato il carburante da una altezza di 15 mila piedi, nove in più rispetto a quanto previsto dalla legge, permettendo così una maggiore nebulizzazione.

"In merito alla notizia del carburante scaricato nel Mar Ligure da un'aereo, ho contattato prontamente il direttore marittimo, l'ammiraglio Nicola Carlone, per avere maggiori informazioni. Al momento non c'è evidenza di inquinamento, i mezzi della Capitaneria di Porto stanno effettuando una ricognizione aerea per accertare eventuali criticità". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti commentando l'operazione di fuel dumping eseguita sul Mar Ligure da un aereo rientrato a Malpensa.

"Regione Liguria monitori la situazione del Santuario dei Cetacei", è "un'area naturalistica marina molto delicata e di grande pregio. E fatte salve tutte le norme di sicurezza che hanno consentito all'aereo di poter rientrare tranquillamente a Malpensa, è bene verificare se vi siano state conseguenza per il tratto di mare interessato da questo scarico". Lo chiede il consigliere regionale del Pd ligure Luca Garibaldi, dopo la notizia sull'aereo rientrato a Malpensa dopo aver scaricato carburante sopra il Mar Ligure. L'evento "rischia di produrre un danno ambientale ed economico che può essere rilevante", segnala Francesco Battistini di Rete a Sinistra/Liberamente Liguria. Il fuel dumping è "assolutamente condivisibile per salvaguardare la vita di passeggeri ed equipaggio, ma 80 tonnellate disperse in atmosfera producono inquinamento". "Chiediamo chiarimenti e un'attività scrupolosa da parte di Arpal, l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente ligure. Stamane il capogruppo di Rete a Sinistra/LiberaMente Liguria Gianni Pastorino ha scritto all'assessore all'ambiente Giacomo Giampedrone chiedendo ragguagli sui possibili danni causati dalle 80 tonnellate di cherosene scaricate. "Le competenze che interagiscono sul Mar Ligure sono molteplici, pertanto chiediamo di essere messi puntualmente a conoscenza di tutte le iniziative che saranno attuate a protezione del nostro ambiente marino e dei litorali, alfine di salvaguardarli da una possibile marea nera. Del resto tutti ricordiamo cosa rappresentò, per le coste liguri, l'incidente della petroliera Haven - ha affermato -. L'effetto delle correnti potrebbe determinare ripercussioni gravissime su flora e fauna ittica, provocando un danno incalcolabile per la popolazione ma anche per l'economia, considerato che la stagione turistica è ormai alle porte".

Regione Liguria, si legge in una nota, "è rimasta costantemente in contatto con tutti gli enti coinvolti per verificare cosa fosse accaduto e eventuali ripercussioni sul territorio e sul mare: secondo l'Enac, il carburante, secondo la procedura standard consolidata e certificata, è stato scaricato in volo a una quota superiore ai 16 mila piedi". Arpal, in accordo con la Capitaneria, hanno comunque effettuato alcune sommarie considerazioni di carattere generale, partendo dalle informazioni minime a disposizione di Capitaneria di Porto e Enac. "Dall'analisi dei dati modellistici di temperatura al suolo e dalla letteratura scientifica sul tema del rilascio di combustibile - conclude la nota - appare cautelativo ritenere che gran parte del materiale si sia volatilizzato e solo una piccolissima percentuale (nell'ordine dello 0,2%) del combustibile possa aver raggiunto nella peggiore delle ipotesi la quota al suolo sottostante l'intera area interessata dal rilascio".