Manifestazioni alla Foce, residenti esausti: "Chiediamo il rispetto della nostra libertà"

di Luca Pandimiglio

Gli abitanti del quartiere sostengono che non si tratti di proteste pacifiche e chiedono "tolleranza zero" per le mobilitazioni che limitano la vita quotidiana

Ci troviamo in Piazza Limonda, nel quartiere della Foce a Genova, per raccogliere le opinioni dei residenti riguardo alle frequenti manifestazioni, in particolare quella prevista per sabato 14 febbraio. I residenti denunciano disagi continui: chiusure stradali dalle prime ore del mattino, blocco dei mezzi pubblici, impossibilità di fare la spesa, portare fuori i rifiuti o uscire di casa, soprattutto per famiglie e persone con disabilità.

Gli abitanti sottolineano che queste manifestazioni non sono pacifiche, ma rappresentano una “prova di forza” di gruppi antifascisti, spesso legati alla vicinanza della sede di Casa Pound in via Montevideo. I residenti insistono che la loro libertà venga rispettata e chiedono “tolleranza zero” verso manifestazioni che limitano la vita quotidiana.

Viene evidenziata anche la questione politica: gli abitanti non vogliono essere coinvolti nei conflitti tra gruppi politici, ritenendo che la presenza di Casa Pound sia legittima in quanto pagante dell’affitto e senza creare problemi. Si auspica che le autorità individuino spazi per manifestazioni senza impattare negativamente sui cittadini. Al momento, il comitato dei residenti non ha intenzione di organizzare contromanifestazioni, ma monitora la situazione per eventuali azioni future se i disagi continuassero.

Il Comitato spontaneo residenti Foce, affiancatio dal legale Paolo Amerigo Marulli di San Cesario Carniglia, ha presentato un esposto formale al questore e al prefetto per segnalare una situazione che, a loro giudizio, non può più essere considerata episodica.

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