Adunata degli Alpini a Genova, sanità promossa. Nicolò: "oltre 400 accessi senza emergenze gravi"

di Carlotta Nicoletti

Potenziati pronto soccorso e case di comunità, nessun sovraccarico negli ospedali

L’Adunata degli Alpini si chiude senza particolari criticità sanitarie a Genova. Oltre 400 accessi alle case di comunità, pronto soccorso rafforzati e tre presidi medici straordinari hanno consentito di gestire l’afflusso senza mettere sotto pressione gli ospedali cittadini.

Bilancio – “Direi che è andata molto bene”. È positivo il consuntivo sanitario tracciato al termine dei tre giorni dedicati all’Adunata degli Alpini. La macchina dell’emergenza, predisposta per sostenere l’arrivo di migliaia di persone in città, ha retto senza particolari problemi.

Potenziamento – Per l’evento erano stati predisposti rinforzi significativi: turni raddoppiati nei principali pronto soccorso, rafforzamento delle case di comunità e tre postazioni medicalmente assistite in piazza Vittoria, piazza Dante e nell’area del caricamento. Nei presidi erano presenti in modo continuativo medici del 118 e infermieri.

Interventi – Gli episodi più rilevanti registrati durante il fine settimana sono stati legati soprattutto agli eccessi alcolici. Un uomo, dopo una caduta causata dall’abuso di alcol, ha riportato un grave trauma cranico ed è ricoverato all’ospedale San Martino. Per il resto, non si sono verificati eventi sanitari di particolare gravità.

Case di comunità – L’evento è stato anche un banco di prova per le strutture territoriali. Nelle case di comunità cittadine si sono registrati oltre 400 accessi. Le sedi di Fiumara, Archimedea e Struppa hanno gestito numerosi interventi minori evitando un sovraccarico dei pronto soccorso.

Risposta territoriale – “Tutte le persone che hanno utilizzato le case di comunità sono uscite soddisfatte”, è stato riferito dai medici impegnati nei presidi. Un risultato che, secondo gli operatori, conferma l’importanza di offrire risposte immediate sul territorio per esigenze sanitarie non gravi.

Organizzazione – Fondamentale anche il contributo del personale sanitario, delle pubbliche assistenze e degli operatori del 118. “La macchina ha funzionato”, è il commento conclusivo al termine della manifestazione.



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