Liguria, hantavirus, test attivi al San Martino. Nicolò: “Rischio molto basso per la popolazione”
di Carlotta Nicoletti
Sorveglianza rafforzata dopo il focolaio sulla nave Hondius. La Liguria attiva diagnosi rapide e monitoraggio sanitario
La Liguria rafforza il sistema di controllo sanitario dopo il focolaio di Hantavirus registrato a bordo della nave da crociera MV Hondius. Al Policlinico San Martino di Genova sono ora disponibili i test diagnostici specifici per individuare eventuali casi sospetti, mentre la Regione assicura che “il rischio per la popolazione generale resta molto basso”.
Controlli – L’attivazione dei test arriva in seguito al cluster individuato sulla nave partita dal Sud America e diretta a Capo Verde. Il Laboratorio di riferimento dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino è stato attrezzato per garantire diagnosi rapide e un monitoraggio epidemiologico costante.
Le procedure operative e gli algoritmi diagnostici sono già stati condivisi con tutte le strutture sanitarie liguri per uniformare gli interventi e velocizzare la gestione di eventuali casi.
Regione – “La disponibilità dei test diagnostici è un importante segnale della nostra capacità di risposta”, ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò. “Il sistema sanitario ligure sta operando in maniera coordinata per garantire diagnosi tempestive e gestione sicura di eventuali casi”. Secondo quanto riferito dalla Regione, non emergono al momento evidenze di diffusione del virus al di fuori del cluster collegato alla nave.
Sorveglianza – Il direttore dell’Unità operativa di Igiene del San Martino, Giancarlo Icardi, ha spiegato che è già attivo “un sistema di sorveglianza rafforzata per i contatti dei casi confermati o probabili e per i soggetti sintomatici”. L’ospedale ha inoltre ordinato strumenti diagnostici ancora più avanzati per affrontare eventuali necessità future.
Rischi – Matteo Bassetti, direttore delle Malattie infettive del San Martino, ha chiarito le differenze rispetto al Covid: “L’infezione da Hantavirus è meno contagiosa ma può risultare più aggressiva”. I sintomi possono evolvere da forme simil-influenzali a polmoniti severe, anche se “al momento non è stato diramato alcun allarme”. Il Policlinico dispone inoltre di stanze ad alto isolamento per l’eventuale gestione dei pazienti.
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