A26, la Procura denuncia: "Rilevato un grave stato di degrado"

di Matteo Politanò

Il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi: "Chiudere il tratto non è stata una decisione avventata"

"Siamo in guerra, siamo a Stalingrado". Così il governatore Giovanni Toti ha commentato lo stato d'emergenza della Liguria, degenerato nelle ultime ore. Da una parte la chisura della A26 (poi riaperta questa mattina alle 10,30), dall'altra la nuova allerta meteo arancione in arrivo sul centro-levante per mercoledì 27 novembre. Dopo la riapertura del tratto, a gettare nuove ombre sulla decisione del Mit è arrivato l'intervento del procuratore capo di Genova Francesco Cozzi: "I nostri consulenti hanno rilevato ieri un grave stato di degrado che consisteva in una mancanza di cemento che imponeva un controllo sicurezza immediato per pericolo di rovina. Per fare un esempio era come se in un balcone la soletta sottostante fosse completamente sgretolata e la parte sana solo quella piastrellata".

Cozzi ha difeso la decisione di chiudere il tratto della A26: "Deve essere chiara una cosa: noi non abbiamo preso un provvedimento avventato, ma è stato un provvedimento tempestivo che non poteva essere procrastinato. Non è stata una decisione avventata. Ho seguito le operazioni tutta la notte. Quello che è successo e che i nostri consulenti hanno visto che su quei viadotti erano stati controllati ed erano stati segnalati con voti entro il 50. Quando in realtà erano a 70 e quindi si doveva intervenire"

Cozzi continua: "Noi non ci sostituiamo a nessuno, alle competenze di nessuno, il nostro compito è caso mai di sollecitare gli interventi di competenza di altri. È vero che Aspi ha programmato una serie di interventi anche con società esterne. È in atto un piano dicontrollo che mi auguro venga seguito anche dal Mit perché non spetta a noi". "Bisognerà vedere, con le indagini, se quanto successo prima era una filosofia generale, quella degli omessi controlli, oppure se si sia trattato di episodi singoli. Quello che è successo prima non deve più succedere. L'impressione che abbiamo avuto, nei mesi scorsi, è quella di una sottovalutazione dello stato delle infrastrutture. Una cosa che non deve più succedere"