3° Forum Energia, Pinto (Redelfi): "Puntiamo su accumulo energetico e data center, servono infrastrutture resilienti"
di Luca Pandimiglio
“Per il mercato italiano abbiamo aperto una business unit dedicata allo sviluppo dei data center”
“I sistemi di accumulo collegati alla rete sono infrastrutture strategiche per il Paese”. Con questa visione Sabina Pinto, amministratrice delegata e direttrice generale di Redelfi, racconta l’evoluzione del gruppo industriale attivo in Italia e negli Stati Uniti nello sviluppo di infrastrutture energetiche.
Il cuore del business dell’azienda resta quello dei sistemi di accumulo energetico (BESS) connessi alla rete di Terna, ma negli ultimi mesi Redelfi ha deciso di ampliare il proprio raggio d’azione entrando nel settore dei data center.
“Per il mercato italiano abbiamo aperto una business unit dedicata allo sviluppo dei data center”, spiega Pinto. “Questo connubio nasce dalla nostra competenza molto verticale nelle connessioni in alta tensione e nelle infrastrutture di rete”.
Secondo l’AD, proprio l’esperienza maturata nel settore energetico permette all’azienda di affrontare una delle principali sfide dell’industria digitale: la gestione dei consumi energetici delle grandi infrastrutture IT. “Il data center è un’infrastruttura altamente energivora e il nostro obiettivo è supportarne l’alimentazione attraverso sistemi di accumulo”, sottolinea.
Tra i progetti in sviluppo c’è anche una soluzione considerata innovativa per il mercato italiano: un data center integrato con sistemi BESS. “Stiamo lavorando a un progetto in cui il sistema di accumulo è collocato direttamente a supporto del data center, per renderlo più resiliente e garantirne la continuità operativa”, afferma Pinto.
L’esperienza internazionale del gruppo consente inoltre un confronto diretto tra il modello italiano e quello statunitense. “In Italia abbiamo la fortuna di poter contare su una rete molto robusta”, osserva l’amministratrice delegata, riferendosi al sistema gestito da Terna. “Stiamo contribuendo, insieme a diversi tavoli tecnici, all’ampliamento dell’infrastruttura di rete e alla connessione di nuovi impianti e data center”.
Negli Stati Uniti, invece, il quadro appare più frammentato. “Ogni Stato ha operatori differenti e l’interconnessione è più complessa”, spiega Pinto. “In Stati centrali come Texas, Utah o Tennessee non esistono infrastrutture energetiche sviluppate quanto quelle italiane”.
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