3° Forum Energia, Longhi (Fichtner): "Sistemi di accumulo, la sfida è il coordinamento dei progetti complessi"

di Luca Pandimiglio

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“I finanziatori sono molto sensibili alla gestione dei rischi e a capire chi se ne assume la responsabilità”

La crescita dei sistemi di accumulo energetico richiede non soltanto nuove tecnologie, ma anche una capacità sempre maggiore di gestione progettuale e coordinamento tra diversi soggetti industriali. È questo il punto evidenziato da Alberto Longhi di Fichtner, intervenendo sul tema della progettazione di infrastrutture energetiche più flessibili.

Secondo Longhi, oggi gli impianti di accumulo vengono generalmente sviluppati attraverso due macro-lotti distinti. “Da una parte c’è il lotto tecnologico, che comprende batterie e convertitori”, spiega. “Dall’altra c’è il cosiddetto balance of plant, cioè tutto il resto dell’infrastruttura”.

In questa seconda componente rientrano opere civili e di connessione spesso molto articolate: fondazioni, reti di drenaggio, cavi di collegamento e soprattutto l’interfaccia con la rete elettrica. “Per gli impianti realizzati in Italia si tratta di infrastrutture importanti e, in alcuni casi, anche la connessione alla rete diventa un’opera autonoma, tanto da essere separata in un ulteriore lotto”, osserva Longhi.

Una struttura progettuale di questo tipo aumenta inevitabilmente la complessità realizzativa, soprattutto dal punto di vista del coordinamento operativo e finanziario. “I finanziatori sono molto sensibili alla gestione dei rischi e a capire chi se ne assume la responsabilità”, sottolinea il manager.

Per questo motivo, secondo Fichtner, diventa essenziale definire con precisione responsabilità e allocazione dei rischi tra i diversi soggetti coinvolti. “È fondamentale utilizzare strumenti di controllo come matrici di rischio e matrici di responsabilità, che consentano di identificare chiaramente rischi di performance, garanzie e obblighi operativi”, afferma Longhi.

L’obiettivo è assicurare che i rischi siano distribuiti in modo equilibrato e monitorati lungo tutta la fase di costruzione dell’impianto. “Questa è una delle attività che seguiamo direttamente come owner’s engineer, controllando per conto dei clienti che ogni fase del progetto venga coordinata correttamente”, conclude.

 
 

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