Violenza domestica in Liguria, oltre 3.300 segnalazioni al 112 nel 2025
di Carlotta Nicoletti
Tra le chiamate anche una cinquantina di casi di violenza sessuale. Nicolò: “Serve rafforzare la rete tra istituzioni e servizi”
Nel 2025 il Numero Unico di Emergenza 112 in Liguria ha ricevuto circa 3.360 chiamate legate a episodi di violenza domestica o di genere, pari a quasi il 27% delle segnalazioni di pericolo. Un dato che emerge dal bilancio annuale delle chiamate e che conferma la dimensione del fenomeno anche sul territorio ligure.
I numeri – Nel corso dell’anno le telefonate arrivate al 112 sono state complessivamente circa 980 mila. Tra queste, oltre tremila riguardavano situazioni di violenza nelle relazioni familiari o affettive. Nel conteggio rientrano anche circa 50 chiamate in cui è stata segnalata esplicitamente una violenza sessuale. Le persone coinvolte risultano nella maggior parte dei casi donne, in linea con i dati nazionali sul fenomeno.
Il ruolo del 112 – Per l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò, il numero di emergenza rappresenta spesso il primo punto di contatto per chi vive situazioni di pericolo. “Questi numeri ci ricordano che la violenza domestica e di genere è un fenomeno che continua a riguardare da vicino anche il nostro territorio e che richiede attenzione costante, prevenzione e una risposta istituzionale forte”.
La rete di aiuto – Nicolò sottolinea anche l’importanza del coordinamento tra istituzioni. “Il 112 rappresenta spesso la prima richiesta di aiuto da parte di chi vive situazioni di paura e violenza. Per questo è fondamentale rafforzare la rete tra istituzioni, forze dell’ordine, servizi sanitari e realtà del territorio per garantire protezione e sostegno alle vittime”.
Le testimonianze – A evidenziare il significato di questi dati è anche Monica Calamai, direttrice generale dell’Azienda Ospedaliera Metropolitana. “Come donna e come direttrice generale questi dati colpiscono particolarmente. Dietro ogni chiamata c’è una persona che trova il coraggio di chiedere aiuto e un sistema che deve essere pronto a rispondere con rapidità, competenza e sensibilità”.
Il presidio – Il Numero Unico di Emergenza resta quindi uno snodo fondamentale per intercettare situazioni di violenza e attivare rapidamente l’intervento delle forze dell’ordine e dei servizi sanitari. Un lavoro quotidiano che coinvolge operatori e operatrici impegnati nella gestione delle richieste di aiuto provenienti da tutta la regione.
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