Ciclovia della Valpolcevera “a pezzi”: FIAB denuncia interruzioni e problemi di sicurezza

di Luca Pandimiglio

Secondo il FIAB, infatti, l’infrastruttura risulta oggi interrotta in più punti, rendendo difficile utilizzarla in modo continuo e sicuro

La nuova ciclovia della Valpolcevera, pensata come un percorso bidirezionale di circa 14 chilometri lungo il Polcevera tra la Fiumara e Pontedecimo, finisce al centro delle polemiche. Secondo il FIAB, infatti, l’infrastruttura risulta oggi interrotta in più punti, rendendo difficile utilizzarla in modo continuo e sicuro.

A denunciare la situazione è Romolo Solari, presidente di FIAB Genova, in via Ugo Polonio, tra Trasta e Bolzaneto.

Il primo problema: la rotatoria di via Polonio

Uno dei punti più critici si trova proprio all’inizio del tratto in via Ugo Polonio. Qui la ciclovia si interrompe improvvisamente in corrispondenza di una rotatoria realizzata per servire un centro logistico. Secondo Solari, si tratta del risultato di due progetti che non sono stati coordinati: quello della ciclovia e quello della rotatoria. Il risultato è un passaggio estremamente stretto, con un marciapiede dove riesce a passare a fatica una sola persona a piedi. Il ciclista che percorre la ciclovia si trova quindi davanti a un ostacolo: dopo pochi metri la pista riprende regolarmente, ma il collegamento intermedio è talmente scomodo da scoraggiare l’utilizzo.

Via Romairone: una situazione ancora più complessa

Un’altra criticità importante riguarda il tratto di via Romairone, dove il progetto originario prevedeva un attraversamento semaforizzato e la prosecuzione della ciclovia in via Nostra Signora della Guardia. Quel collegamento, però, è stato eliminato perché la strada sarà interessata per anni dal cantiere della futura Gronda di Genova. Il problema è che, senza quel tratto, l’unica alternativa per i ciclisti diventa proseguire proprio su via Romairone, una strada molto trafficata che conduce a uno svincolo autostradale e dove transitano frequentemente mezzi pesanti. «Il progetto iniziale non prevedeva di passare di lì – spiega Solari – proprio perché è una strada assimilabile a una superstrada».

Le soluzioni proposte dai ciclisti

Secondo FIAB Genova la ciclovia non dovrebbe essere abbandonata, ma migliorata e resa davvero utilizzabile. Tra le soluzioni suggerite:

  • modificare la rotatoria di via Polonio restringendo l’aiuola per creare uno spazio ciclabile adeguato;

  • installare canaline per le biciclette sulle scale dei ponti pedonali che collegano le due sponde del Polcevera;

  • completare in futuro il tratto previsto in via Nostra Signora della Guardia una volta terminato il cantiere della Gronda.

Per Solari il vero problema resta la mancanza di una visione complessiva: «Servirebbe una programmazione urbanistica generale per la mobilità cittadina, anche per quella dolce».

Piste ciclabili a Genova: quante funzionano davvero?

A Genova, spiega Solari, si parla spesso genericamente di piste ciclabili, ma in realtà esistono diverse tipologie:

  • corsie ciclabili disegnate sull’asfalto

  • piste ciclabili in corsia riservata

  • piste in sede protetta

  • percorsi ciclopedonali

Sommando tutte queste categorie, la città conta circa 60 chilometri di infrastrutture ciclabili. Tuttavia, quelle realmente protette e pienamente funzionali sarebbero soltanto tra i 10 e i 12 chilometri.

Un problema aggiuntivo è rappresentato dalla sosta irregolare: secondo FIAB, il parcheggio in doppia fila e sulle corsie ciclabili è «scandalosamente tollerato», compromettendo ulteriormente la sicurezza dei ciclisti.

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