Viabilità a Genova, Arkel: “Ridurre la velocità salva vite. Serve più educazione stradale”
di Anna Li Vigni
Il Municipio Bassa Val Bisagno ha chiesto l’installazione di dissuasori ottici di velocità per limitare accelerazioni tra un semaforo e l’altro
Interventi sugli attraversamenti pedonali, nuove vernici più resistenti e una maggiore attenzione alla sicurezza stradale. Sono alcuni dei temi affrontati durante il sopralluogo di Anna Li Vigni in corso Sardegna con l’assessora alla viabilità locale del Municipio Bassa Val Bisagno, Ica Arkel.
L' apertura del collegamento è proprio davanti all’ingresso del centro commerciale sorto nell’area dell’ex mercato ortofrutticolo. Una zona che negli ultimi anni ha cambiato volto, diventando un punto di riferimento per shopping e ristorazione e modificando anche i flussi di traffico pedonale.
“Abbiamo fornito alcune liste al Comune con le situazioni che necessitano di interventi e abbiamo inserito tra queste corso Sardegna perché la nuova area del mercato ha cambiato la fruibilità della zona e i flussi di attraversamento”, spiega Arkel.
Tra le prime misure previste c’è il rifacimento delle strisce pedonali con vernice bicomponente, più visibile e soprattutto più duratura. “Purtroppo in passato erano state tracciate con una vernice che durava tra i sei e gli otto mesi, sottolinea l’assessora, mentre quella bicomponente può durare tra i quattro e i sei anni, migliorando la sicurezza e riducendo la necessità di continui interventi”.
Oltre alla segnaletica orizzontale, il Municipio ha chiesto l’installazione di dissuasori ottici di velocità e altre misure per limitare le accelerazioni tra un semaforo e l’altro. “La questione della velocità è fondamentale per ridurre gli investimenti pedonali, afferma Arkel. A Genova la velocità media è di 17,7 chilometri orari: ridurre i picchi di velocità renderebbe il traffico più fluido e allo stesso tempo più sicuro”.
Durante il collegamento si è parlato anche di comportamenti scorretti alla guida, come la sosta sulle piste ciclabili o vicino agli attraversamenti pedonali. “Direi che agli automobilisti le ciclabili piacciono molto, visto che le usano spesso come parcheggio. Ma è un comportamento da scoraggiare perché crea pericoli sia per i ciclisti sia per i pedoni, riducendo la visibilità”, osserva ironicamente l'assessora.
Il sopralluogo si è poi spostato nell’incrocio tra corso Sardegna e piazza Giusti, uno dei punti più trafficati della zona. Qui sono stati installati anche countdown semaforici per i pedoni. “È un incrocio complesso dove si intersecano diversi flussi di traffico, spiega l’assessora. Il countdown aiuta i pedoni a capire quanto tempo hanno per attraversare ed evitare corse all’ultimo secondo”.
Altro tema centrale è quello della responsabilità alla guida. “La differenza tra i vari utenti della strada è la massa del mezzo evidenzia Arkel. Un comportamento scorretto a piedi ha conseguenze molto minori rispetto a chi guida un veicolo, che può diventare di fatto un’arma”.
Il collegamento si è concluso in via Giovanni Torti, dove la scorsa estate una donna di 84 anni ha perso la vita sulle strisce pedonali. Un episodio che riporta l’attenzione su un dato preoccupante. “Genova purtroppo ha un tristissimo primato: in rapporto agli abitanti registra il record nazionale di investimenti sulle strisce pedonali”, ricorda l’assessora.
Tra le soluzioni proposte ci sono anche le zone 30 e politiche per mantenere una velocità costante tra i semafori. “Se acceleriamo fino a 60 o 70 all’ora per poi fermarci al rosso, non arriviamo prima ma creiamo solo pericolo, osserva Arkel. Non possiamo più permetterci così tante vittime sulle strade”.
Secondo l’assessora, oltre alle infrastrutture serve soprattutto un cambiamento culturale: “Gli incidenti stradali sono la prima causa di morte tra i giovani fino a 29 anni. Dobbiamo lavorare su educazione stradale, scuole, istituzioni e comunicazione per arrivare davvero all’obiettivo delle morti zero”.
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