Ventimiglia, le ricerche dei due giovani scomparsi in mare si spostano al largo della Francia
di c.b.
Passano le ore, ma di Ewerton Dos Santos e Walid Sobhi non c’è ancora alcuna traccia. Con il trascorrere del tempo, la speranza di un esito positivo lascia spazio a una crescente angoscia tra familiari, amici e soccorritori, impegnati in una complessa operazione di ricerca lungo il tratto di costa tra Sanremo e il confine francese.
I due giovani, rispettivamente di 25 e 19 anni, risultano dispersi da mercoledì sera, quando si sono tuffati nelle acque davanti alla spiaggia delle Calandre, dopo aver raggiunto la zona percorrendo il sentiero che costeggia la falesia. Da allora è scattata una massiccia macchina dei soccorsi che vede impegnati Guardia Costiera, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza e squadre specializzate di sommozzatori.
Le ricerche sono proseguite senza interruzioni per tutta la giornata successiva. Gli elicotteri hanno sorvolato a lungo il tratto di mare interessato, mentre le imbarcazioni hanno battuto l’area metro dopo metro. Con il passare delle ore, tuttavia, le operazioni si sono progressivamente spostate verso Ponente, seguendo l’azione delle correnti che potrebbero aver trascinato i corpi in direzione della Francia. Nonostante l’impiego di numerosi mezzi e uomini, fino alla serata di ieri non era emerso alcun elemento utile.
Tra le persone che attendono notizie c’è Tatiana, zia di Ewerton, che da ore segue ogni fase delle operazioni. È stata lei, anni fa, ad accogliere il nipote in Italia dopo la morte della madre, avvenuta in Brasile. Accanto al dolore, cerca ancora di aggrapparsi a una possibilità, pur consapevole della gravità della situazione. «Continuo a sperare, ma so che la realtà è sempre più difficile da ignorare», racconta con la voce segnata dalla stanchezza dopo una notte trascorsa ad assistere alle ricerche.
La donna ricorda come quel giorno fosse libero sia per Ewerton che per Walid. I due amici avevano deciso di trascorrere alcune ore al mare, nonostante le condizioni non fossero delle migliori. «Gli avevo detto di non andare, che il mare era agitato», racconta una conoscente della famiglia. Un consiglio che, purtroppo, non è stato seguito.
Secondo la ricostruzione fornita dal fratello minore di Ewerton, presente sulla scogliera al momento dei fatti, il venticinquenne sarebbe stato il primo a entrare in acqua. Poco dopo avrebbe iniziato a trovarsi in difficoltà. A quel punto Walid avrebbe tentato di soccorrerlo, cercando di aiutarlo a raggiungere nuovamente gli scogli. Nel tentativo di salvarlo si sarebbe però ritrovato a sua volta in balia delle onde.
Diversi testimoni raccontano di aver assistito a una scena drammatica. Una violenta onda avrebbe scaraventato Ewerton contro gli scogli, mentre Walid si trovava più distante. In pochi istanti entrambi sarebbero stati inghiottiti dal mare. Per gli amici non ci sono dubbi sul gesto compiuto dal diciannovenne marocchino. «Si è lanciato per aiutare il suo amico. Ha agito d’istinto, senza pensare al pericolo. Per noi è stato un gesto eroico», raccontano commossi.
Nel frattempo sono stati rintracciati anche alcuni parenti di Walid residenti a Sanremo, mentre i genitori del ragazzo si trovano ancora in Marocco, devastati dalla notizia. Sulla scogliera qualcuno ha lasciato dei fiori in segno di vicinanza, mentre numerose persone si fermano davanti alla vicina edicola votiva per una preghiera.
Le operazioni di ricerca hanno continuato a concentrarsi sia in mare aperto sia lungo la costa. Le squadre subacquee hanno controllato grotte, cavità e anfratti rocciosi, inizialmente nella zona in cui la corrente sembrava spingere verso terra. Successivamente il raggio d’azione è stato ampliato verso ovest. Il capitano di fregata Gianluca Donadio, della Capitaneria di Porto di Genova, ha spiegato che le verifiche sono riprese all’alba dopo una breve sospensione notturna e che tutte le aree ritenute potenzialmente rilevanti sono state ispezionate.
Nel centro storico di Sanremo, dove Walid è cresciuto, la notizia ha lasciato tutti senza parole. Amici, commercianti e conoscenti ricordano un ragazzo educato e laborioso, conosciuto da molti fin da bambino. Sia lui sia Ewerton lavoravano nel settore della ristorazione e condividevano una profonda amicizia, rafforzata ulteriormente da legami personali e affettivi.
Chi li conosce bene non si stupisce della scelta compiuta da Walid. Quando ha visto l’amico in difficoltà, raccontano, non ha esitato un istante a intervenire. Un gesto che oggi tutti ricordano come l’estrema dimostrazione di un legame che andava ben oltre la semplice amicizia.
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