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Tutte le incognite della nuova giunta regionale

di Paolo Lingua

Tutte le incognite della nuova giunta regionale

La nuova giunta regionale che entro una decina di giorni al massimo dovrebbe decollare dovrebbe avere al suo interno una conferma della vecchia giunta, come del resto era prevedibile, visto il risultato elettorale che ha sancito il successo, anche personale, di Giovanni Toti. Il centrodestra in cinque anni è passato da una vittoria fortunosa (frutto d’una spaccatura suicida e poco intelligente all’interno della sinistra) sul filo del 34% a un success9o schiacciante del 56%  con un distacco del 17% sulla lista avversaria guidata da Ferruccio Sansa. I problemi del centrodestra, per il momento, sono “di lusso”. C’è da attendere un ricorso nel collegio di Savona perché  Fratelli d’Italia punta a recuperare un seggio-ma la situazione non è chiara – rispetto alla Lega e poi si cercherà di assestare le posizioni. Ma secondo quanto emerge dal clan di Toti, dopo la verifica ulteriore avvenuta ieri con Matteo Salvini, ci saranno molte conferme, al massimo con qualche variazione di incarico: la Cavo,  Giampedrone e Scajola (tutti della lista “Cambiamo!” di Toti) saranno riconfermati. Così come Berrino di Fratelli d’Italia e Mai della Lega. Oltre a Benveduti della Lega che potrebbe allargare le sue deleghe aggiungendo la vicepresidenza della giunta.

Sembra ormai che Toti intenda assumere la responsabilità della sanità, un settore che è stato al centro di polemiche e di dibattito elettorale anche a causa delle polemiche frutto della situazione drammatica del Covid. Potrebbe entrare in giunta la giovane consigliere Giulia Giorgi, 25 anni, eletta alla Spezia dove è assessore comunale. Gli altri assestamenti dovranno riguardare la presidenza del consiglio dove sono in corsa, per la Lega i due Piana (Alessio0 e Alessandro) uno eletto a Imperia e l’altro a Genova, mentre dovrebbero essere poi sistemati i presidenti di commissione e altre cariche minori: resterebbe fuori Forza Italia scesa a un solo consigliere, un tema che agita la coalizione ma non la mette a rischio. Toti, che come pare assumerà la responsabilità della sanità, il tema più delicato della gestione regionale, dovrebbe circondarsi di supertecnici sanitari e  amministrativi.

Ma la scelta è ancora complessa e delicata e forse implicherà gli impegni della coalizione per tutta la prossima settimana. Poi comincerà la grande prova. Toti, dopo il successo elettorale, dovrà dimostrare per i prossimi cinque anni anche una grande capacità amministrativa e non solo puntare, come del resto è avvenuto sino a questo momento, sugli spot e sull’immagine mediatica. La comunicazione oggi ha certamente un ruolo strategico ma alla lunga non basta perché, alla fine dei conti, occorre dimostrare ai cittadini e agli elettori la capacità amministrativa. E l’opposizione?  Il discorso è ancora più complesso. E’ quasi certo che ogni movimento (Pd, lista Sansa, M5s e estrema sinistra) farà una lista per conto proprio, anche per disporre di maggiori risorse di gestione. Sansa è per il momento fermo per qualche settimana dopo che il figlio è stato scoperto affetto dal Coronavirus. In casa grillina, anche per le spaccature e per le polemiche in corso a livello nazionale, si segnala una pausa politica, anche in attesa della ripresa dei lavori del consiglio regionale. Silenzio assoluto in casa Pd. È stata dura e pesante la sortita della vecchia guardia, con riferimento a Beppe Pericu, che ha pesantemente criticato – ma per la verità con la massima chiarezza – la serie di errori che ha portato non solo alla pesante sconfitta elettorale ma anche a un ridimensionamento del Pd anche come partito di opposizione.

Ci sono ormai gruppi e gruppetti che per il momento si guardano in cagnesco in silenzio in attesa anche di movimenti a livello nazionale. Non mancano polemiche sottovoce nei confronti degli esponenti liguri nazionali come Roberta Pinotti e Andrea Orlando che hanno determinato la candidatura di Ferruccio Sansa mentre le federazioni del partito in Liguria si erano dimostrate, ma sottovoce, contrarie.  Si parla, con prudenza, delle elezioni di primavera quando dovrà essere eletto il nuovo sindaco di Savona, una situazione politica che potrebbe vedere in imbarazzo il centrodestra che dovrà cambiare il candidato dopo la rottura tra la sindaca Caprioglio e Toti.  Ma ci si muove, per ora, nel vago.