Trombosi nel sistema nervoso, Balestrino: "Il vaccino non ne aumenta il rischio"
di Marco Innocenti
"L'infezione covid con gravi sintomi respiratori invece ne innalza l'incidenza anche nei più giovani"
Vaccinazioni anticovid e trombosi nel sistema nervoso, un argomento sicuramente di grande attualità ma di cui spesso si legge e si parla con tropp afacilità, magari andando dietro alla risonanza inevitabile di rari, anzi rarissimi casi di cronaca. Per fare un po' di chiarezza e per appoggiare ogni informazione su dati frutto di studi approfonditi, abbiamo intervistato il professor Maurizio Balestrino della clinica neurologica dell'Università di Genova. Intanto, cerchiamo di fare chiarezza e di capire cosa s'intende per trombosi: "Si tratta dell'ostruzione di una vena o di un'arteria - spiega Balestrino - Deriva dalla parola trombo che indica un coagulo. Malattia causate da ostruzioni di arterie sono l'infarto del miocardio, l'embolia polmonare e, in ambito neurologico, l'ictus ischemico".
In particolare, è stato rilevato che l'ictus ha un'incidenza molto più alta in chi si ammala di covid. E' la stessa infezione, insomma, che può causare la trombosi: "E' stato rilevato - commenta Balestrino - che l'ictus ha un'incidenza dell'1,6% nei malati di covid. Tanto per fare un raffronto, con la semplice influenza questa incidenza è dello 0,2%. E nei pazienti con infezione respiratoria grave questa incidenza sale addirittura al 5,7%".
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