Riconoscere l'anoressia e affrontarla con l'aiuto degli esperti

di Redazione

L’anoressia nervosa è una malattia subdola, che spesso si insinua senza fare rumore, trasformando lentamente il rapporto con il cibo, con il corpo e con sé stessi. Per questo, imparare a riconoscerla in tempo è il primo passo per affrontarla davvero. A riflettere su questo tema sono Alessandro Piovesan, alla guida della Venezia Academy, e Giorgio Perinetti, dirigente sportivo e autore del libro Quello che non ho visto arrivare. Il contributo di Perinetti è particolarmente toccante: la sua è una testimonianza diretta, segnata dalla perdita della figlia a causa dell’anoressia. Un dolore profondo che si trasforma in consapevolezza e in un messaggio chiaro: questa malattia può colpire chiunque e, spesso, si sviluppa sotto gli occhi di tutti senza essere riconosciuta. “Non l’ho vista arrivare”, racconta, dando voce a un sentimento comune a molte famiglie. I segnali, però, esistono: la riduzione drastica dell’alimentazione, l’ossessione per il peso, il rifiuto del proprio corpo, l’isolamento e i cambiamenti emotivi improvvisi. Sintomi che non vanno mai minimizzati, perché dietro possono nascondere un disagio profondo. In questo contesto, realtà educative e sportive come la Venezia Academy possono avere un ruolo fondamentale: osservare, ascoltare, creare un ambiente sano in cui i giovani possano esprimersi senza pressioni e sentirsi accolti. Affrontare l’anoressia significa mettere in campo una rete: famiglia, scuola, specialisti. Serve un approccio multidisciplinare, ma anche un cambiamento culturale che allontani modelli irraggiungibili e rimetta al centro la salute. La storia di Giorgio Perinetti resta un monito potente: non aspettare che sia troppo tardi. Parlare, osservare, intervenire. Perché dietro ogni segnale ignorato può nascondersi una richiesta d’aiuto.

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