Chirurgia aortica complessa: San Martino protagonista a Londra

di Chiara Manganaro

C’è una medicina che non fa rumore, ma cambia profondamente la vita delle persone. È quella della chirurgia vascolare ed endovascolare, un campo in continua evoluzione dove precisione, tecnologia e visione clinica si incontrano. A guidare questa trasformazione è il professor Giovanni Pratesi, direttore della struttura al Ospedale Policlinico San Martino, uno dei centri più importanti nel panorama sanitario italiano. Oggi intervenire sui vasi sanguigni non significa più necessariamente affrontare operazioni invasive e lunghe degenze. Grazie alle tecniche endovascolari, è possibile “entrare” nel corpo attraverso piccoli accessi, trattando patologie complesse con strumenti sempre più sofisticati. È una rivoluzione silenziosa, che riduce il trauma per il paziente e accelera il ritorno alla vita quotidiana. Aneurismi, stenosi, arteriopatie: malattie spesso invisibili, che possono progredire senza sintomi fino a manifestarsi in modo improvviso. Per questo, la parola chiave è prevenzione. Controllare i fattori di rischio, adottare uno stile di vita equilibrato e sottoporsi a controlli mirati può fare la differenza tra intervenire in tempo o rincorrere l’emergenza. Sotto la direzione del professor Pratesi, il San Martino ha sviluppato un approccio che va oltre la sala operatoria. Ogni paziente viene accompagnato in un percorso completo, dalla diagnosi al follow-up, con un’attenzione costante alla qualità della vita. La tecnologia è uno strumento, ma al centro resta sempre la persona. Innovazione, ricerca e formazione sono i pilastri di questa realtà, che guarda al futuro con un obiettivo chiaro: rendere la chirurgia sempre più efficace, meno invasiva e sempre più “su misura”. Perché prendersi cura dei vasi significa, in fondo, prendersi cura della vita stessa.

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