Tragedia Maldive: dai file dell'Università, Monica Montefalcone risultava in servizio

di R.C.

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Tragedia Maldive: dai file dell'Università, Monica Montefalcone risultava in servizio

Nuovi elementi emergono dall’inchiesta sulla tragedia avvenuta alle Maldive il 14 maggio scorso, costata la vita a cinque italiani durante un’immersione. Tra gli aspetti che stanno attirando l’attenzione degli investigatori c’è la posizione di Monica Montefalcone, la docente genovese di Biologia marina, che al momento dell’incidente risultava formalmente in servizio e non in ferie, permesso o giornata di riposo.

La sciagura ha colpito profondamente il mondo accademico e scientifico. Oltre alla professoressa, 51 anni, hanno perso la vita la figlia Giorgia Sommacal, 23 anni, prossima alla laurea in Ingegneria biomedica; la ricercatrice Muriel Oddenino, 31 anni; il neolaureato magistrale in Biologia ed ecologia marina Federico Gualtieri, anch’egli 31enne; e Gianluca Benedetti, 44 anni, manager e istruttore subacqueo della società Albatros Top Boat, il tour operator che aveva organizzato l’escursione a bordo dello yacht Duke of York.

La Procura di Roma, competente per i reati eventualmente commessi all’estero ai danni di cittadini italiani, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Le indagini si concentrano su diversi aspetti, tra cui il ruolo e il livello di conoscenza dell’Università di Genova rispetto alle caratteristiche delle immersioni effettuate. Secondo gli avvocati Giuseppe Pugliese e Alessandro Albert, che assistono il marito della docente, Giorgio Sommacal, l’Ateneo sarebbe stato pienamente informato delle attività svolte. A sostegno di questa tesi vi sarebbe anche documentazione redatta dalla stessa Montefalcone nell’ambito di progetti di ricerca universitari, nella quale vengono citate immersioni a profondità particolarmente elevate.

Un altro fronte investigativo riguarda il finanziamento della spedizione e il suo effettivo inquadramento, anche sotto il profilo commerciale. Nei giorni successivi alla tragedia aveva suscitato attenzione la rimozione, dal sito del Distav, delle pagine dedicate a Montefalcone e Oddenino. Una scelta interpretata da alcuni come conseguenza della linea adottata dall’Università, che aveva sostenuto come nessuna immersione fosse stata ufficialmente autorizzata e che le attività subacquee fossero state svolte a titolo personale.

Gli investigatori stanno cercando di chiarire con precisione quale fosse la posizione delle persone decedute a bordo dell’imbarcazione e con quale qualifica partecipassero alla missione. L’obiettivo è comprendere se il viaggio avesse o meno una connessione diretta con attività di ricerca universitaria, considerando che Montefalcone coordinava da tempo le crociere scientifiche organizzate proprio da Albatros, come riportato anche sul sito della società.

Particolare attenzione viene riservata inoltre agli inquadramenti lavorativi delle vittime, elemento ritenuto decisivo per stabilire se possano configurarsi ipotesi di infortunio mortale sul lavoro, soprattutto per quanto riguarda i casi di Montefalcone e Benedetti.

Sul fronte internazionale restano ancora diversi punti da chiarire. Il portavoce del governo maldiviano, Mohamed Hussain Shareef, ha dichiarato in più occasioni che nel Paese non esisterebbe una normativa specifica dedicata alle immersioni tecniche. Nel frattempo, le risultanze preliminari raccolte dai subacquei finlandesi incaricati del recupero dei corpi sembrano orientare gli accertamenti verso un incidente verificatosi durante la discesa, seguito da una situazione di panico che avrebbe impedito al gruppo di individuare la corretta via di risalita. A complicare ulteriormente lo scenario vi sarebbe stata la disponibilità di bombole con capacità limitata, fattore che potrebbe aver avuto un ruolo determinante nell’esito della tragedia.

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