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Traffico di armi dal porto di Genova: ecco i carri armati nella stiva di una nave

di Michele Varì

Il 17 aprile, durante il picco del virus, a bordo della Bahri Abha

II 17 aprile mentre tutta l'Italia e pure Genova e la Liguria cercavano di fronteggiare il picco del coronaviru la nave Abha della flotta saudita Bahri è attracca a Genova con a bordo un carico di carri armati. 

La riprova è in alcune foto scattate nella stiva del cargo. La nave era partito dagli Stati Uniti ed era diretto in Medio Oriente.

Un altro carico dello stesso tipo era passato da Genova due mesi prima, il 17 febbraio, la riprova che da sempre e nonostante le proteste di pacifisti e collettivi di portuali i traffici di armi e di altra merce bellica proseguono regolarmente, e ovviamente con tutte le autorizzazioni necessarie per il trasporto delle armi.

La flotta della Bahri ormai da anni fa la spola da una parte all’altra dell’Atlantico, fra il terminal militare statunitense Sunny Point in North Carolina e Gedda, nei paesi arabi.

Venerdì 17 aprile ad attraccare al porto di Genova, al terminal GMT di Ponte Eritrea, è stata la Bahri Abha. A bordo carri armati, come dimostrano le foto scattate dai portuali.

«Quelli che si vedono potrebbero essere carri armati Ercules 882 prodotti negli Stati uniti – hanno riferito i portuali del Calp – Non sappiamo dove siano diretti, se in Arabia saudita, Kuwait o Marocco. O forse in Turchia: il prossimo scalo previsto è Iskenderun».