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Toti vara la nuova giunta regionale

di Paolo Lingua

Non ci sono state grosse sorprese nella composizione della nuova giunta regionale annunciata oggi da Giovanni Toti. Il presidente ha tenuto stretti intorno a sé i fedelissimi della precedente4 gestione, confermando gli incarichi. Ilaria Cavo, Marco Scajola, Giacomo Giampedrone, eletti nella lista di “Cambiamo” tornano alle loro deleghe consolidate, così come Berrino (Fratelli d’Italia) e Benveduti (Lega). Fratelli d’Italia ha una “new entry”, Simona Ferro che assumerà il personale oltre che incarichi per i bambini e per la tutela degli animali. Alessandro Piana, (lega) lascerà la presidenza del consiglio per diventare assessore all’agricoltura. La Lega avrà ancora la presidenza dell’assemblea (c’è incertezza tra lo spezzino Medusei o Alessio Piana ex presidente del consiglio comunale di Genova). Mancano alcuni ritocchi quali la delega della vicepresidenza della giunta, non ancora definita epoi le decisioni sulle dimissioni da consigliere, come da richiesta dello stesso Toti, di tutti i neo-assessori.

Resta fuori, come del resto era prevedibile, Forza Italia: Muzio, unico eletto, sarà segretario generale del consiglio. Toti ha resistito alle pressioni romane a dei vertici del partito dell’ex Cavaliere , considerato il modesto risultato elettorale di Forza Italia che resta arroccato solo su alcune zone della Liguria di Ponente (la città di Imperia) e del Tigullio. D’altro canto, come era stato osservato nei giorni scorsi, Toti non ha perduto l’occasione per sottolineare la sua leadership in Liguria, in qualche maniera stringendo gli spazi al concorrente di area moderata. Toti ha confermato per sé ilo complesso mandato della sanità che è stata al centro di attenzione e anche di polemiche in questi mesi di diffusione del coronavirus. Si pensa che voglia dar vita a una squadra di tecnici per rilanciare e ristrutturare l’intero settore, superando errori e limiti del passato.

Comunque dopo il risultato elettorale più che lusinghiero, forse al di sopra di ogni aspettativa, la sfida di Toti si fa davvero impegnativa. La sua squadra dovrà dimostrare capacità operative su tutti i piani, considerato che la seconda ondata di infezioni sta incidendo sulla situazione economica, in particolare il settore commerciale, dei ristoratori e delle zone delle movide.

D’altro canto è necessario stringere le maglie dei permessi e e degli assembramenti vista la crescita esponenziale dell’infezione che, probabilmente, non si arresterà sino a quando non saranno in funzione (ma i tempi sono molto incerti) i vaccini, sui quale circolano non poche contraddizioni. Toti, come è già stato detto, accarezza da tempo un sogno di leadership nazionale d’un movimento liberale e moderato, di area di centro ma alleato con il centrodestra a livello nazionale. Toti pensa a una nuova lettura di Forza Italia in chiave più moderna. Ma sinora, con la sola eccezione di Marta Carfagna, non ha agganciato leader nazionali che, per il momento, restano arroccati attorno a Berlusconi e non nascondono la loro ostilità. Toti probabilmente punta a giocare sul piano nazionale sfruttando il declino di Forza Italia e, puntando a dar vita a un modello amministrativo che metta in primo piano la Liguria, un po’ come è avvenuto con il Veneto di Zaia. Toti pensa a iniziative economiche e di infrastrutture da realizzare sul modello della ricostruzione commissariale del Ponte Morandi. Non è semplice, anche perché l’economia rallenta. E’ una complicata partita tutta la giocare ma che non si risolverà soltanto sul piano della comunicazione mediatica.