Torre Piloti, la notte che cambiò Genova per sempre
di Anna Li Vigni
Il tempo si è fermato alle 23:05 del 7 maggio 2013. Non fu solo un incidente marittimo, ma una ferita profonda che colpì l’intera comunità portuale
Il 7 maggio 2013 è una data incisa nel cuore di Genova, un momento in cui il tempo si è fermato alle 23:05. Non fu solo un incidente marittimo, ma una ferita profonda che colpì l’intera comunità portuale. Mentre la nave portacontainer Jolly Nero, della flotta Ignazio Messina & C., si apprestava a lasciare lo scalo diretta a Napoli, un’errata manovra la portò a colpire con violenza inaudita la Torre dei Piloti. Quella struttura, che svettava sul molo Giano come una sentinella, crollò in un istante, trascinando con sé le vite di chi, in quel turno di tarda notte, stava lavorando per la sicurezza degli altri.
I soccorsi furono immediati e frenetici, ma il buio e le macerie restituirono una realtà drammatica. Solo quattro persone riuscirono a salvarsi, mentre per gli altri nove lavoratori non ci fu scampo. L'Italia intera seguì con il fiato sospeso il recupero delle vittime, nomi che oggi sono impressi sulla lapide del ricordo: Sergio Basso, Maurizio Potenza, Michele Robazza, Francesco Cetrola, Marco de Candussio, Davide Morella, Giuseppe Tusa, Daniele Fratantonio e Giovanni Iacoviello. Ognuno di loro rappresentava un tassello fondamentale della vita portuale, dai piloti ai militari della Guardia Costiera, fino agli operatori radio.
Le indagini che seguirono fecero luce su una serie di gravi negligenze. Una perizia tecnica stabilì che la Jolly Nero stava procedendo a una velocità eccessiva e, cosa ancora più grave, presentava diverse strumentazioni di bordo non funzionanti. La giustizia ha cercato di dare risposte a questo dolore attraverso un lungo percorso processuale. In via definitiva, la Cassazione ha confermato le condanne per il comandante Roberto Paoloni, il primo ufficiale Lorenzo Repetto e il direttore di macchina Franco Giammoro, riconoscendo le responsabilità dirette di chi si trovava a bordo quella notte.
Tuttavia, il capitolo giudiziario noto come "Torre Piloti bis", che cercava di individuare eventuali colpe nella collocazione stessa della torre e nella sua progettazione, ha avuto un esito diverso. Nonostante le condanne in primo grado per i vertici della Capitaneria e i progettisti dell'epoca, il processo d'appello si è concluso con l'assoluzione di tutti gli imputati, stabilendo che la posizione della struttura non poteva essere considerata una causa diretta della tragedia.
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