Torino: 20 anni fa veniva inaugurata la metro 1, la prima automatica d’Italia
di R.S.
Porta Nuova è la stazione più utilizzata con quasi 100.000 passeggeri annui seguita dalla stazione XVIII Dicembre con quasi 70.000 passeggeri annui
A vent’anni dall’inaugurazione della Linea 1 della metropolitana, Torino celebra una delle trasformazioni infrastrutturali più rilevanti della sua storia recente. Una scelta maturata negli anni Novanta e avviata operativamente dal 2000, che ha portato il capoluogo piemontese a dotarsi della prima metropolitana automatica d’Italia, anticipando soluzioni tecnologiche e modelli di esercizio destinati a diventare un riferimento a livello nazionale.
Quadro normativo, finanziamenti e avvio dei lavori
La realizzazione dell’opera è stata resa possibile anche grazie a un quadro normativo e finanziario favorevole, in particolare la Legge Obiettivo n. 211/92, che ha sostenuto gli interventi nel settore dei sistemi di trasporto rapido di massa, prevedendo un finanziamento statale fino al 60% dell’investimento complessivo a fronte di un contributo previsto fino ad allora del 35%. All’interno di questo contesto, Torino ha dimostrato una forte capacità di programmazione e di impegno finanziario, in collaborazione con la Regione Piemonte, cogliendo l’opportunità di dotarsi di un’infrastruttura strategica per il proprio sviluppo urbano e metropolitano.
La Linea 1 della Metropolitana di Torino, nel corso degli anni ha saputo estendersi sia verso Sud che verso Ovest e nella sua configurazione prossima futura, avrà uno sviluppo complessivo di 18,4 km con 27 stazioni (di cui 15 km di linea e 23 stazioni già in esercizio), per un costo complessivo pari a circa 1.920 Mln di euro così suddivisi:
– Collegno-Porta Nuova: 1.050 mln
– Porta Nuova-Lingotto: 350 mln
– Lingotto-Bengasi: 193 mln
– Collegno-Cascine Vica: 328 mln
Un primato italiano e una collaborazione europea: il sistema VAL
La Linea 1 della metropolitana ha collocato Torino in una posizione di assoluta avanguardia tecnologica. È stata la prima metropolitana automatica realizzata in arricchendo il panorama nazionale e divenendo un punto di riferimento anche per gli sviluppi di nuove linee a guida completamente automatica in altre città.
Il sistema di guida autonoma adottato da Torino, detenuto da Siemens Mobility, è stato ereditato da Matra Transport, società che lo ha sviluppato negli anni 70 a Lille, appellato con l’acronimo VAL volto a indicare i punti estremi delle località da collegare Villeneuve-d’Asq e Lille, poi divenuto più noto come Véhicule Automatique Léger (Veicolo Automatico Leggero). In Italia il brevetto è stato commercializzato da un Gruppo Europeo di Interesse Economico composto tra Transfima e Siemens; un patrimonio tecnologico che testimonia come la metropolitana torinese sia frutto di una importante collaborazione europea. A distanza di 20 anni dalla messa in esercizio, oggi si sta compiendo un importante aggiornamento tecnologico che consentirà un ulteriore miglioramento delle prestazioni e dell’efficienza del servizio con il passaggio dall’attuale sistema di segnalamento analogico a quello digitale di Alstom e che consentirà l’inserimento in linea di nuovo materiale rotabile con caratteristiche geometriche compatibili con il VAL ma più capienti e confortevoli.
Le stazioni: tipologie, architettura e arte
Il progetto architettonico della stazione tipo si è ispirato alla Carta Architettonica elaborata dallo Studio Bernard Kohn & Associati, vincitore di una gara per l’architettura appositamente prevista. Le stazioni “tipologiche” (17 su 23) hanno una lunghezza di 60 metri e una larghezza di 19 metri, con il piano banchina posto a circa 15 metri di profondità.
Considerati i ridotti tempi di attesa dei treni, con un passaggio ogni 2 minuti nelle ore di punta, il progetto ha enfatizzato la valenza trasportistica, rinunciando agli elementi accessori o commerciali. Sono stati privilegiati gli spazi visivi aperti (in qualunque zona della stazione è possibile identificare la destinazione che sia in ingresso o in uscita), la rapidità dei flussi e la semplicità dell’esercizio. Le stazioni si presentano, infatti, come spazi luminosi e facilmente leggibili, concepiti per garantire percorsi brevi e un’accessibilità particolarmente sicura anche per i passeggeri a ridotta mobilità soprattutto grazie alle porte di banchina.
Le stazioni Porta Nuova (grande il doppio di una stazione tipo) e Porta Susa (completamente avvolta dal fabbricato viaggiatori FS) costituiscono i due nodi di interscambio con la rete ferroviaria RFI. Porta Nuova è caratterizzata da grandi pilastri strutturali e da passerelle sospese che collegano i giardini Sambuy alla stazione FS, offrendo una suggestiva vista dall’alto, un forte senso di trasparenza e leggerezza e fungendo anche da sottopasso pedonale del trafficato c.so V. Emanuele, replicando i sottopassi storici pre-esistenti. Porta Susa rappresenta, invece, un modello di perfetta integrazione e connubio tra il servizio di trasporto locale e interregionale, nazionale e internazionale.
L’arte nelle stazioni: le vetrofanie di Ugo Nespolo
La Città di Torino ha voluto rendere le stazioni della metropolitana anche luoghi di identità e racconto urbano.
Dalle prime realizzazioni del 2006, il progetto “Museo nel Metrò”, curato dal noto artista torinese Ugo Nespolo, accompagna da sempre lo sviluppo della Metropolitana di Torino.
Le pareti che si affacciano sulle zone di attesa dei treni in banchina sono state arricchite con dei rivestimenti in vetro decorati (vetrofanie) che l’artista Nespolo ha appositamente ideato e realizzato creando un legame visivo e simbolico tra la stazione di metropolitana e il contesto cittadino in cui è inserita. In ogni stazione le vetrofanie raccontano con un segno essenziale e diretto i luoghi, i personaggi e gli avvenimenti più importanti della storia civile e culturale di Torino, creando un racconto visivo popolare e narrativo che porta la città anche nel sottosuolo.
Una metropolitana per tutti: l’accessibilità
La metropolitana di Torino è stata progettata per garantire una piena accessibilità, anche ai passeggeri con ridotta mobilità. Il progetto e le realizzazioni sono frutto di una stretta collaborazione con le associazioni locali, che ha consentito di migliorare la segnaletica e i percorsi rendendoli facili, veloci e sicuri.
Per i disabili visivi sono presenti nelle stazioni percorsi tattili a pavimento, coordinati con indicazioni in Braille sui mancorrenti.
Per i disabili motori, tutte le stazioni sono dotate di ascensori dal piano strada alle banchine. A bordo treno sono presenti due postazioni dedicate per carrozzine, dotate di sistemi di sicurezza e chiaramente segnalate anche sulle porte di banchina.
In stazione e sui treni sono presenti, inoltre, interfoni facilmente accessibili da utilizzare in caso di necessità per contattare il personale di esercizio.
I numeri e l’impatto sulla città
A vent’anni dall’inaugurazione, la linea 1 della Metropolitana di Torino 1 si conferma un’infrastruttura strategica e un patrimonio della città, frutto di una visione lungimirante e di scelte tecnologiche e progettuali che continuano a produrre benefici per la mobilità e la qualità urbana.
I benefici della Linea 1 sono di tipo trasportistico, urbanistico e ambientale.
Tra il 2011 e il 2022 il traffico veicolare lungo il tracciato si è ridotto del 13%, con punte del 42% su corso Francia, a fronte di una riduzione media dell’1% sull’intero tessuto cittadino. Dall’inaugurazione della linea, il solo corso Francia ha registrato una riduzione media di 12.600 auto/anno. Con l’estensione della linea fino a Porta Nuova si è assistito ad una ulteriore riduzione di 10.800 auto/annue su corso Vittorio Emanuele II.
Parallelamente sulla linea è cresciuto il numero dei passeggeri. Con le estensioni fino a Piazza Bengasi si è passati dai quasi 8 mln di passeggeri/anno trasportati nel 2006 ai circa 40 milioni di passeggeri attuali, in leggero calo rispetto al trend previsto per effetto della pandemia e del diffuso ricorso allo smart working.
Nel 2019 si è registrato il record con oltre 42 milioni di passeggeri trasportati, e una media feriale di circa 155.000 utenti. Complessivamente, dalla messa in esercizio a oggi, la Linea 1 ha trasportato oltre 635 milioni di passeggeri.
Porta Nuova è la stazione più utilizzata con quasi 100.000 passeggeri annui seguita dalla stazione XVIII Dicembre con quasi 70.000 passeggeri annui, testimoniando l’importanza dell’interconnessione tra i diversi sistemi di trasporto pubblico.
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