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Terzo Valico, si dimette il commissario di Governo Iolanda Romano

di Fabio Canessa

Dopo il forfait di Rettighieri in contrasto col ministro M5s Toninelli

"Il Commissario di Governo per la realizzazione del Terzo valico dei Giovi, Iolanda Romano, ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico. Romano ha contestualmente lasciato anche la posizione in seno all'Osservatorio ambientale della medesima infrastruttura. Il Mit la ringrazia per l'impegno profuso nel ruolo dal 2015 ad oggi. Il Governo sta valutando le soluzioni per il successore, la cui scelta avverrà in tempi brevi". Lo dice il Mit in una nota.

"Lascio una macchina che funziona, che ora può guidare qualcun altro - dichiara Iolanda Romano in una nota -. Si tratta di una scelta professionale dettata dal desiderio di intraprendere nuove sfide e che è stata condivisa con il Ministero. Dopo tre anni sento di aver raggiunto il mio obiettivo, che era quello di porre l’accento sul “come accompagnare la realizzazione di un’opera” esclusivamente nell’interesse pubblico, qualunque sia il progetto. I metodi applicati, con la grande collaborazione di tutti gli enti, basati su partecipazione, ascolto del territorio, mediazione dei conflitti e trasparenza, hanno dimostrato di funzionare, anche alla scala di una grande infrastruttura. Ma d’ora in poi, per partire con il piede giusto, bisognerebbe applicare la nuova legge sul Dibattito pubblico". 

Si tratta delle seconde dimissioni 'pesanti' in pochi giorni dopo quelle di Marco Rettighieri, il commissario del Cociv, il consorzio che realizza il Terzo Valico ferroviario tra Liguria e Piemonte, che lascia il suo incarico con un mese e mezzo d’anticipo rispetto al termine dell’incarico.

La decisione era stata notificata con un decreto del Prefetto di Roma, lo stesso che lo aveva nominato nel marzo 2017 dopo le inchieste delle procure di Roma e Genova su corruzione e malaffare che aveva coinvolto gli allora vertici di Cociv. Di fatto è stato quindi il governo a far decadere Rettighieri. Ora, dopo la decisione di Romano, si rischiano nuove polemiche sulla grande opera infrastrutturale, anche in seno alla stessa maggioranza che sostiene il governo.

Il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, contrario alla realizzazione del nuovo tunnel ferroviario che consentirebbe di collegare Genova con la pianura Padana con l’alta velocità per i passeggeri ma soprattutto con l’alta capacità per le merci in entrata e in uscita dal porto, aveva promesso che entro fine ottobre sarebbero arrivati i risultati dell’analisi costi-benefici, ma superata metà novembre non si hanno notizie di questa analisi. Come Toninelli, anche il resto del Movimento 5 Stelle non vede di buon’occhio la realizzazione del Terzo Valico: in campagna elettorale Di Maio aveva detto chiaro e tondo che avrebbe fermato l’opera, già in avanzata fase di realizzazione, mentre la Lega si era spesa sul fronte opposto per l’accelerazione.

Non si tratta del primo dissapore tra il commissario Rettighieri e i vertici del Movimento 5 Stelle: l’ingegnere lasciò il suo incarico in Atac quando Virginia Raggi salì in Campidoglio, lamentando una netta restrizione del suo raggio d’azione.