Termovalorizzatore in Val Bormida, petizione a Bruxelles contro il progetto

di Carlotta Nicoletti

1 min, 30 sec

Comitati e amministratori locali lanciano la raccolta firme: “Impianto impattante e fuori dalle direttive europee sui rifiuti”

Termovalorizzatore in Val Bormida, petizione a Bruxelles contro il progetto

Una petizione al Parlamento europeo per fermare il progetto del termovalorizzatore in Val Bormida. I comitati del “no” avviano una mobilitazione che punta a coinvolgere cittadini, associazioni e istituzioni locali.

Mobilitazione – L’iniziativa è stata annunciata durante un’assemblea pubblica a Monesiglio, al confine tra Liguria e Piemonte. Il coordinamento dei comitati contrari all’impianto ha avviato una raccolta firme da inviare a Bruxelles, con l’obiettivo di portare il caso all’attenzione delle istituzioni europee.

Critiche – “Denunciamo la grave ingiustizia di un impianto così impattante in una valle che ha già subito oltre un secolo di soprusi ambientali”, spiegano i promotori. La Val Bormida, secondo i comitati, dovrebbe essere oggetto di politiche di rilancio e tutela, non di nuovi interventi considerati inquinanti.

Valutazioni – Durante l’incontro sono stati esaminati i principali aspetti del progetto promosso dalla Regione Liguria. I partecipanti parlano di criticità tecniche e rischi ambientali rilevanti, definendo l’ipotesi “assurda” e non in linea con le direttive europee sull’economia circolare.

Posizioni politiche – Sul tema intervengono anche i consiglieri regionali del Partito Democratico Federico Romeo e Davide Natale, che giudicano “irricevibile” l’ipotesi alternativa di collocare l’impianto a Genova, nell’area ex Colisa.

Genova – “La Val Polcevera ha già dato molto”, sottolineano gli esponenti dem, respingendo con fermezza l’idea di un nuovo insediamento. E aggiungono: “La Regione Liguria non pensi neppure di scaricare ancora una volta sulla valle il peso delle proprie scelte”.

Scenario – Il dibattito resta aperto e si allarga oltre i confini regionali. La petizione rappresenta ora un nuovo fronte di confronto, destinato a portare la questione anche a livello europeo.

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