Tassa sugli imbarchi: l'Autorità portuale aderisce al ricorso contro il Comune
di Redazione
La battaglia sulla tassa da 3 euro sugli imbarchi nel porto di Genova approda ufficialmente davanti al Tar della Liguria, e ora anche l’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale si schiera contro il Comune. L’ente portuale ha infatti deciso di aderire al ricorso presentato da operatori marittimi e associazioni di categoria per chiedere l’annullamento dell’addizionale applicata ai passeggeri di traghetti e crociere prevista dall’amministrazione comunale.
Il ricorso, atteso dopo il fallimento del confronto aperto dalla giunta Salis, è stato promosso da Assagenti, Assarmatori, Gnv, Moby, Stazioni Marittime e anche da un cittadino privato, il milanese Giulio Uras, frequentatore abituale dello scalo genovese, che contesta l’obbligo di versare il tributo. La prima udienza di merito è stata fissata per l’8 luglio. I ricorrenti non hanno richiesto alcuna sospensiva: una scelta che, da un lato, non blocca formalmente l’iter del Comune, ma dall’altro potrebbe accelerare i tempi della decisione del tribunale amministrativo.
Nelle scorse settimane l’Autorità portuale aveva già espresso forti dubbi sulla misura, sottolineando il rischio di ripercussioni sul comparto crocieristico e sui collegamenti marittimi con le isole. Una linea vicina a quella sostenuta dagli operatori del settore e dall’ex sindaco e governatore Marco Bucci.
Tuttavia, in una prima memoria depositata il 30 aprile, l’ente aveva chiesto il rigetto del ricorso definendolo “infondato”. Una posizione completamente ribaltata il 14 maggio, quando Palazzo San Giorgio ha presentato una nuova memoria aderendo invece all’impugnazione.
Secondo quanto spiegato dall’Authority, il primo documento aveva carattere puramente tecnico e formale. Successivamente, dopo ulteriori approfondimenti sui profili normativi e sugli effetti economici della misura, l’ente ha ritenuto di sostenere il ricorso, evidenziando criticità legate alla competitività del sistema portuale, alla regolazione dei traffici marittimi e agli equilibri del settore passeggeri.
Nel mirino dei ricorrenti c’è la delibera approvata dal Comune alla fine del 2025, che disciplina l’applicazione dell’addizionale di 3 euro per ogni passeggero in partenza dal porto di Genova. Restano esclusi dal pagamento gli appartenenti alle forze armate, alle forze di polizia, ai vigili del fuoco, alla protezione civile, oltre ai residenti nelle isole di destinazione e ai cittadini residenti a Genova.
Per rendere operativa la riscossione sarebbe necessaria una convenzione con compagnie marittime e Stazioni Marittime, ipotesi che appare però difficile mentre il contenzioso è ancora aperto davanti al Tar.
Le motivazioni del ricorso sono numerose. Secondo gli operatori, il provvedimento sarebbe anzitutto illegittimo perché nel porto di Genova non esisterebbero “diritti d’imbarco” sui quali applicare un’addizionale. Inoltre, la tassa violerebbe il regolamento europeo del 2017 relativo ai servizi portuali e al traffico passeggeri, che non prevede tributi di questo tipo.
I ricorrenti definiscono poi la misura sproporzionata rispetto agli obiettivi di bilancio concordati con il Governo, sostenendo che l’aumento dell’addizionale Irpef sarebbe già sufficiente a garantire il riequilibrio finanziario richiesto. Infine viene sollevata anche una questione di legittimità costituzionale, con riferimento a possibili violazioni della riserva di legge e di altri principi costituzionali.
Dal canto suo, il Comune difende la correttezza dell’operazione. Il vicesindaco con delega agli Affari legali, Alessandro Terrile, ribadisce che l’amministrazione sta semplicemente applicando “una legge dello Stato” e un accordo sottoscritto nel 2022 tra il Comune e il Governo.
Nel frattempo Tursi si è costituita in giudizio e presenterà la propria memoria difensiva nei primi giorni di giugno.
La giunta aveva già inserito a bilancio gli introiti attesi dall’addizionale: circa 3,5 milioni di euro nel 2026, ipotizzando l’avvio della misura già da giugno per evitare impatti sui biglietti emessi in precedenza. Scenario ormai improbabile, tanto che il Comune sembra orientato ad attendere il pronunciamento del Tar prima di procedere.
Dal 2027, con l’applicazione della tassa per l’intero anno, Palazzo Tursi stimava un gettito annuo di circa 5,7 milioni di euro.
Proprio alla luce dei ritardi nell’introduzione dell’addizionale, è stato presentato anche un esposto alla Corte dei conti, inviato per conoscenza alla Procura della Repubblica, per valutare un possibile danno erariale derivante dal mancato incasso della tassa. Secondo l’esposto, negli ultimi due anni il Comune avrebbe perso circa 17 milioni di euro di entrate potenziali, cifra destinata ad aumentare finché il tributo resterà sospeso.
La decisione della giunta Salis di proseguire sulla strada dell’addizionale è maturata anche dopo una comunicazione del ministero dell’Interno ricevuta lo scorso dicembre, nella quale il Comune veniva definito “inadempiente” e giudicata “inammissibile” la richiesta di rimodulazione avanzata dalla precedente amministrazione Bucci-Piciocchi.
“La priorità è tutelare l’interesse della città e dei cittadini”, ha ribadito più volte la sindaca Silvia Salis.
Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagram, su Youtube e su Facebook.
Altre notizie
La campagna elettorale tra le vallate del genovesato: i faccia a faccia di Telenord
18/05/2026
di Gilberto Volpara
Close Up, a Telenord i protagonisti di cultura, politica, spettacolo e sport: l'ospite di oggi è Luigi Attanasio
18/05/2026
di Roberto Rasia
Metropolitana Genova, Ferrante a Telenord: “È il Mit che non mette il Comune nelle condizioni di aprire i cantieri”
18/05/2026
di Luca Pandimiglio
Varazze, terra di aviazione e motori: dagli idrovolanti alle moto Guzzi
18/05/2026
di Anna Li Vigni

