Taggia, ponte della ciclabile in demolizione: cicloturisti costretti sull’Aurelia, FIAB lancia l’allarme
di Redazione
Ceccarelli: "Chi percorre la ciclovia si trova davanti a un cartello di ‘pista ciclabile interrotta’ e nient’altro: nessun percorso alternativo, nessuna tutela"
A Taggia la Ciclovia del Ponente – Cycling Riviera, premiata nel 2025 come migliore ciclovia italiana al “Green Road Award – Oscar Italiano del Cicloturismo”, rischia di trasformarsi in una trappola pericolosa. La demolizione del ponte dell’Argentina, infatti, interrompe il percorso ciclabile senza offrire alternative sicure, costringendo chi pedala a immettersi sull’Aurelia, tra traffico veloce di auto e mezzi pesanti.
L’allarme è stato rilanciato da FIAB Liguria, che ha inviato un appello al Presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, con conoscenza ai sindaci di Taggia e Riva Ligure. “È difficile spiegare ai cicloturisti italiani e stranieri – sottolinea Giorgio Ceccarelli, coordinatore di FIAB Liguria – come sia possibile premiare una ciclovia come modello nazionale e poi, pochi mesi dopo, abbandonare le persone in bicicletta sull’Aurelia, senza indicazioni né protezioni. Qui non si parla di disagi, ma di rischio concreto di incidenti gravi”.
La Ciclovia del Ponente è da anni un motore di sviluppo turistico per la provincia di Imperia, capace di attrarre visitatori durante tutto l’anno e di sostenere la destagionalizzazione, obiettivo strategico delle politiche regionali sul turismo. L’interruzione del ponte rappresenta dunque non solo un problema di sicurezza, ma anche un danno d’immagine per la Liguria: “Chi percorre la ciclovia oggi si trova davanti a un cartello di ‘pista ciclabile interrotta’ e nient’altro: nessun percorso alternativo, nessuna tutela, nessuna responsabilità assunta”, evidenzia FIAB.
Nel documento inviato a Regione e Comuni, l’associazione chiede interventi urgenti per garantire la continuità e la sicurezza del percorso, con soluzioni temporanee protette e chiaramente segnalate, evitando che famiglie, bambini e cicloturisti vengano lasciati esposti in uno dei tratti più trafficati della costa.
“Se la Regione crede davvero nella mobilità dolce, nel turismo sostenibile e nella destagionalizzazione – conclude FIAB Liguria – non può permettere che una ciclovia premiata venga gestita in questo modo".
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