Referendum sulla giustizia, Maresca: “Il Sì rafforza imparzialità e autonomia della magistratura”
di Carlotta Nicoletti
Separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, nuova organizzazione del Csm e maggiore imparzialità nei processi. Sono questi, secondo il consigliere comunale di Genova di Fratelli d’Italia Francesco Maresca, i punti centrali della riforma della giustizia al centro del referendum. “È una riforma di civiltà che l’Italia attende da anni”, sostiene.
Riforma – Secondo Maresca il referendum rappresenta un passaggio importante per il sistema giudiziario italiano. “Credo che questa sia una riforma di civiltà che l’Italia aspetta da tanti anni e che esiste già in molti Paesi europei”, afferma. L’obiettivo, spiega, è rafforzare il principio di imparzialità previsto dalla Costituzione e garantire maggiore equilibrio tra accusa e giudizio.
Carriere – Uno dei punti centrali della riforma è la separazione tra giudici e pubblici ministeri. “Sono due mestieri diversi e devono essere organizzati in due organi distinti”, spiega Maresca. La proposta prevede infatti due diversi Consigli superiori della magistratura: uno per i giudici e uno per i magistrati requirenti. “In questo modo si rafforza il ruolo del giudice come soggetto terzo e imparziale”.
Controlli – La riforma introduce anche un organismo chiamato a valutare eventuali errori della magistratura. “Come avviene in tutte le professioni, è giusto che esista un organo che giudichi l’operato dei magistrati”, sottolinea il consigliere. L’obiettivo dichiarato è garantire maggiore trasparenza e responsabilità.
Sorteggio – Tra gli aspetti più discussi c’è il nuovo sistema di selezione dei membri del Csm, che prevede il sorteggio tra i professionisti. Secondo Maresca questa scelta contribuirebbe a ridurre il peso delle correnti e della politica. “Il sorteggio serve proprio a liberare la magistratura da qualsiasi possibile condizionamento politico”.
Voto – Per Maresca il referendum non deve essere interpretato come uno scontro politico. “È un referendum che riguarda la libertà dei cittadini. Ognuno deve valutare la riforma nel merito e decidere cosa ritiene migliore per il Paese”. Il consigliere si dice inoltre convinto che la partecipazione al voto sarà significativa, proprio per l’impatto che il tema della giustizia ha nella vita quotidiana.
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