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Superlega, Perez: "Non lo faccio per salvare il Real, ma per salvare il calcio"

di Alessandro Bacci

Il presidente: "Con la pandemia, siamo tutti rovinati. Se noi generiamo profitti, ne beneficiano tutti, anche quelli che stanno più in basso"

 "Non lo faccio per salvare il Real, ma per salvare il calcio. Questo sport è in un momento critico, quello che stiamo facendo è solo per il bene del pallone. Se noi generiamo profitti, ne beneficiano tutti, anche quelli che stanno più in basso". Florentino Perez, n.1 del Real Madrid e della neo nata Superlega, difende così il progetto a cui hanno aderito 12 club. "Il calcio deve evolversi e questo format ci garantirà molti più soldi - ha detto Perez in una lunga intervista a Chiringuito Tv -, la Champions ormai ha perso appeal".

Poi l'attacco all'Uefa: "Ceferin non può insultare come ha fatto con Agnelli, è impresentabile". "I giovani hanno perso interesse, il calcio deve evolversi: ci saranno più soldi per tutti, il pallone deve adattarsi ai tempi - spiega il n.1 del Real - il pubblico diminuisce. E con la pandemia, siamo tutti rovinati. Abbiamo capito che dobbiamo cambiare qualcosa per rendere questo sport più attrattivo per tutti". Quanto alle minacce dell'Uefa dell'esclusione immediata dei club dalla Champions, Perez è sicuro: "I giocatori della Superlega stiano tranquilli, il divieto di giocare con le Nazionali non ci sarà. Né il Real, né il City verranno esclusi dalla Champions".

La Fifa contraria: la Superlega  è un qualcosa di chiuso, dice Infantino, mentre la nostra è un'organizzazione costruita su veri valori dello sport. E fa sapere che gli scissionisti ne pagheranno le conseguenze.