Sampdoria, Mancini e Fredberg: "Fatto cose importanti sul mercato, ora tutti dobbiamo dare di più e salvarci il prima possibile"
di Maurizio Michieli
Il Ceo e il Ds: "Grazie alla proprietà, abbiamo lanciato un segnale anche per il futuro del club e della squadra"
Un mercato frizzante, ricco di arrivi che cambiano volto all'organico e trasmettono fiducia per il prosieguo di stagione. Il direttore sportivo e il Ceo della Sampdoria hanno fatto il punto sul lavoro svolto e sulle sensazioni relative al potenziale degli acquisti messi a disposizione del tandem Foti - Gregucci.
"Ringrazio Fredberg e la proprietà per l'attaccamento dimostrato alla Samp - esordisce Andrea Mancini - Non serviva una rivoluzione, ma la squadra aveva bisogno di aiuto. Abbiamo portato avanti un lavoro importante, siamo soddisfatti di quanto fatto, poi sarà il campo a dover parlare. Siamo intervenuti subito assicurandoci quattro giocatori, poi con più calma, ci siamo occupati attentamente di quello che serviva ancora. Per quel che riguarda Pierini, la sua carriera parla da sè, per la categoria è un giocatore forte, e soprattutto possiede le caratteristiche che ci mancavano. Un ringraziamento lo voglio indirizzare al Sassuolo, che ci ha permesso di portarlo a casa. Viti, invece, è in prestito secco, ma non è scontato che a fine stagione non resti, vedremo. Altare? È stato fermo nove mesi, la sua è stata una cessione a malincuore, parliamo di un difensore forte, avrebbe dovuto giocare e qui poteva. Abbiamo così deciso assieme di lasciarlo andare".
Anche Jesper Fredberg saluta di buon grado il lavoro svolto e guarda avanti con fiducia: "Operazioni che rappresentano una base per il futuro? SÌ , abbiamo lavorato per il presente ma anche mandato un segnale chiaro a lungo termine. Esposito è un segnale sotto questo punto di vista. Sono arrivati anche giocatori giovani e affamati. In estate è stato difficile lavorare, purtroppo abbiamo iniziato tardi, e questo non ha fatto bene. Il messaggio della proprietà è stato chiaro e ci induceva ad essere aggressivi a gennaio".
Il ds Mancini si sofferma poi sul tema portieri: "Ghidotti ha fatto bene, e adesso abbiamo preso anche un giovane come Martinelli con qualità importanti. Come sempre sarà il campo a dire se la scelta sia stata giusta oppure no". Una parola anche nei confronti di Pafundi: "Ha qualità enormi, dipende da lui, gli parlo tanto, può migliorare, la fiducia nei suoi confronti resta intatta".
Il Ceo torna a quanto accaduto in estate e volta pagina nell'auspicio di vivere periodi diversi a livello sportivo: "Ora conosco meglio il club, sono arrivato in un momento difficile per la mia carriera. Quel che conta, comunque è il presente, e quanto compiuto a gennaio ne è la risposta".
Tra i giocatori di maggior livello che la società blucerchiata è riuscita ad assicurarsi, spicca il nome di Salvatore Esposito. "Lo volevo anche il primo anno - rivela il ds Mancini - è un giocatore di categoria superiore, il migliore della categoria. Spiace per il suo infortunio, ma purtroppo sono dinamiche che nel calcio ci stanno. i tempi di recupero si possono accorciare, speriamo di averlo a breve a disposizione. Per quanto riguarda gli attaccanti, se sommiamo i loro trascorsi, hanno all'attivo più di cento gol negli ultimi anni in serie B, come sempre a parlare sarà il campo. Sull'operato degli allenatori, abbiamo una fiducia totale, le operazioni di mercato sono state portate avanti con loro, in piena sintonia. Pretendo di più da tutti, anche da me stesso. L'obiettivo che ci siamo prefissati è quello di salvarci prima possibile. Come gestiremo l'eventuale squalifica degli allenatori? Speriamo non accada, nel caso abbiamo già pronto un piano per tutti gli scenari. Per quanto mi riguarda soffro come i tifosi, l'impegno c'è sempre da parte di tutti e il mercato concluso dimostra l'ambizione di voler uscire da questa pesante situazione. Coda non è mai stato sul mercato, nessuno ci ha mai cercato in merito".
Fredberg si sofferma invece sulle dinamiche e sulle situazioni che hanno portato a dover garantire incentivi per concludere alcune cessioni: "Sono aspetti che fanno parte di alcune negoziazioni, normali per favorire qualche entrata. Con questa classifica avevamo meno potere e quindi abbiamo agito in questa maniera".
I due dirigenti si soffermano poi sul momento di Barak e sui risvolti di mercato che lo hanno riguardato. "Non è mai stato in uscita, crediamo molto in lui. Ha avuto tempo per entrare in forma, nelle ultime dieci giornate ha portato sette, otto punti. Che possa fare di più siamo d'accordo, ma sono contento del contributo che sta fornendo alla causa". Un concetto ribadito da Fredberg: "Barak ha alte aspettative da se stesso, non è ancora cento per cento, ma anche con il contributo dei nuovi innesti e con una concorrenza maggiore, sono certo che assisteremo a una crescita del suo livello".
L'ultima battuta spetta al direttore sportivo e riguarda l'ingaggio di Matteo Brunori: "Negli ultimi tre anni ha realizzato 50 gol, ci crediamo tanto. È arrivato da un periodo di attività, ma nelle ultime due partite mi è piaciuto e sono contento di quello che sta facendo".
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