Stellantis accelera sulla transizione energetica: il 68% dell’elettricità in Europa arriva da fonti rinnovabili

di R.C.

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L’azienda sta investendo in particolare sul fotovoltaico, con impianti già operativi o in fase di realizzazione in 27 siti industriali europei

Stellantis accelera sulla transizione energetica: il 68% dell’elettricità in Europa arriva da fonti rinnovabili

Stellantis rafforza il proprio percorso verso la decarbonizzazione, annunciando che il 68% dell’energia elettrica utilizzata nei suoi stabilimenti europei proviene oggi da fonti rinnovabili. Un risultato che rientra nella strategia del gruppo per ridurre le emissioni di CO₂, aumentare l’autonomia energetica e migliorare la competitività del sistema produttivo.

L’azienda sta investendo in particolare sul fotovoltaico, con impianti già operativi o in fase di realizzazione in 27 siti industriali europei, per una capacità complessiva superiore a 500 megawatt. L’obiettivo è aumentare progressivamente la quota di energia autoprodotta: entro il 2026 l’autoconsumo dovrebbe raggiungere il 31% del fabbisogno complessivo degli stabilimenti, con alcuni impianti che potrebbero arrivare fino all’80%.

"La gestione dell’energia è un elemento chiave della nostra strategia di decarbonizzazione", ha spiegato Francesco Ciancia, responsabile globale della produzione del gruppo, sottolineando come le soluzioni rinnovabili installate direttamente nei siti produttivi consentano di ridurre le emissioni e rafforzare l’indipendenza energetica.

Tra i progetti più avanzati figurano lo stabilimento polacco di Tychy, dove l’autoconsumo potrebbe raggiungere il 60% entro la fine del 2026, e quello di Saragozza, in Spagna, già dotato di un sistema che integra energia solare ed eolica e che punta a coprire fino all’80% dei consumi.

Secondo le stime del gruppo, una volta a pieno regime gli impianti fotovoltaici consentiranno di evitare oltre 100 mila tonnellate di emissioni di anidride carbonica ogni anno.

Parallelamente Stellantis sta sviluppando sistemi di accumulo energetico tramite batterie (Bess), destinati a migliorare l’efficienza nell’utilizzo dell’energia e a supportare la stabilità delle reti elettriche. Il programma coinvolgerà 20 stabilimenti europei per una capacità complessiva di circa 200 megawattora. Sette siti dovrebbero entrare in funzione entro il 2026, mentre il completamento dell’intero piano è previsto nei tre anni successivi.

Il gruppo sta inoltre diversificando le fonti energetiche a basse emissioni. In Francia, nello stabilimento di Caen, un impianto geotermico inaugurato nel 2025 copre già circa il 30% del fabbisogno energetico del sito. Soluzioni basate sulla biomassa sono invece operative o in sviluppo in diversi impianti europei, tra cui Rennes, Sochaux, Vesoul, Trnava e Kragujevac.

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