Spotorno, i balneari: "Proponiamo 40% di spiagge libere senza distruggere nove stabilimenti"

di Luca Pandimiglio

L’idea è quella di creare spazi liberi più piccoli ma diffusi, tra i 20 e i 70 metri, favorendo una fruizione più equilibrata e una gestione condivisa con gli stabilimenti vicini

Prosegue a Spotorno il tema delle spiagge libere che accende il dibattito politico e turistico. Al centro della discussione c’è il nuovo Piano di Utilizzo del Demanio (PUD), proposto dall’amministrazione comunale, a cui si contrappongono due progetti alternativi: quello dei balneari e quello della minoranza consiliare.

La proposta dei balneari: più spiagge libere senza ridurre gli stabilimenti

Secondo Giulio Parodi, consigliere del Direttivo Bagni Marini di Spotorno, il progetto dell’amministrazione prevede il raggiungimento del 40% di spiagge libere — suddivise tra libere e libere attrezzate — attraverso una riorganizzazione che porterebbe però alla riduzione significativa degli stabilimenti balneari.

La proposta alternativa dei Bagni Marini punta invece a mantenere lo stesso obiettivo del 40%, ma con un approccio diverso: aumentare il numero complessivo di spiagge libere fino a 20, distribuendole lungo tutto il litorale attraverso una riduzione parziale delle superfici degli stabilimenti esistenti, senza eliminarli.

“Il nostro piano non distrugge nove stabilimenti balneari e salvaguarda centinaia di posti di lavoro”, spiega Parodi. L’idea è quella di creare spazi liberi più piccoli ma diffusi — tra i 20 e i 70 metri — favorendo una fruizione più equilibrata e una gestione condivisa con gli stabilimenti vicini, che contribuirebbero a pulizia e sicurezza.

Tra i punti qualificanti della proposta anche la tutela di realtà storiche locali, come il campo solare dei Bagni Garrone, che verrebbe mantenuto.

I numeri del confronto

Nel dettaglio, il PUD comunale prevede:

  • 20% di spiagge libere
  • 20% di spiagge libere attrezzate
  • 53% di stabilimenti balneari (25 concessioni)

La proposta dei balneari invece:

  • 21% di spiagge libere
  • 19% di spiagge libere attrezzate
  • 59% di stabilimenti balneari (33 concessioni, cioè l’attuale numero)

La posizione dell’opposizione

Anche la minoranza consiliare ha presentato un proprio PUD alternativo. Come spiega Massimo Spiga, capogruppo opposizione comune Spotorno, l’obiettivo è raggiungere il 40% di spiagge libere senza stravolgere l’attuale assetto del litorale.

La proposta prevede una riduzione delle concessioni più grandi, preservando quelle più piccole e mantenendo l’equilibrio costruito negli anni. “Non comprendiamo perché si voglia modificare radicalmente un sistema che funziona da oltre 50 anni”, afferma.

Secondo l’opposizione, il rischio è quello di compromettere l’intero indotto turistico e commerciale della città, con ricadute su albergatori, operatori e lavoratori del settore.

Le osservazioni e i prossimi passaggi

Sul PUD sono già state presentate circa 60 osservazioni da parte di cittadini, associazioni di categoria e operatori turistici. Il prossimo passo sarà la valutazione tecnica da parte dell’amministrazione comunale, seguita da un consiglio comunale decisivo per l’approvazione del piano.

Un dibattito ancora aperto

Il confronto resta acceso e destinato a proseguire. Nei prossimi giorni è atteso anche l’intervento del sindaco Mattia Fiorini, che illustrerà la posizione dell’amministrazione. Nel frattempo, a Spotorno il tema delle spiagge libere si conferma centrale non solo per la gestione del demanio, ma per il futuro stesso del turismo locale.

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