Maldive: si indaga sui brevetti dei sub, Procura di Roma dispone autopsie

di R.S.

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Completato il recupero dei corpi da parte dei sommozzatori specializzati finlandesi, si passa agli accertamenti medico legali

Maldive: si indaga sui brevetti dei sub, Procura di Roma dispone autopsie

Continuano le indagini sulla tragedia avvenuta alle Maldive durante una crociera scientifica subacquea costata la vita a cinque italiani. Mentre la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti e disposto le autopsie sulle vittime, emergono nuovi interrogativi sulle abilitazioni tecniche necessarie per affrontare l’immersione nella grotta dove i corpi sono stati ritrovati.

A sollevare il tema è Orietta Stella, avvocata del tour operator verbanese Albatros Top Boat, che ha organizzato il viaggio. Secondo la legale, allo stato attuale degli accertamenti nessuno dei partecipanti avrebbe avuto un brevetto “full cave”, ossia l’abilitazione specifica per la penetrazione in grotta subacquea.

"Per me, allo stato attuale, e da quello che so, dai documenti che abbiamo, dalle dichiarazioni che fanno quando dicono delle proprie abilità, nessuno di loro aveva un brevetto 'full cave', che significa 'penetrazione in grotta'". Così, contattata dall'ANSA, l'avvocata Orietta Stella, legale del tour operator verbanese Albatros Top Boat, che ha venduto il pacchetto per la crociera scientifica subacquea nella quale hanno perso la vita cinque italiani. "Per andare dove sono stati ritrovati - spiega da Malè l'avvocata - era necessario un brevetto 'full cave' di qualsiasi didattica".

Si tratta, ha sottolineato Stella, di "un brevetto tecnico di particolare impegno, perché è un brevetto praticamente speleologico, cioè è equiparabile a un brevetto speleosub e quindi io non ho trovato traccia". Nello specifico "so che la Montefalcone, perché è nel suo curriculum dell'università, ha dichiarato ai tempi che aveva un brevetto di caverna, non di grotta" ed è "fondamentale questa differenza".

Intanto la Procura di Roma ha disposto l’autopsia sul corpo di Gianluca Benedetti, 44 anni, la prima vittima rientrata in Italia. La salma è arrivata all’aeroporto di Malpensa nella serata di ieri. Gli esami autoptici saranno effettuati anche sugli altri corpi non appena faranno ritorno nel Paese.

Gli investigatori stanno inoltre acquisendo tutta l’attrezzatura utilizzata durante l’immersione, inclusa una videocamera GoPro recuperata nella grotta a oltre 60 metri di profondità nell’atollo di Vaavu. L’obiettivo è ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e chiarire cosa sia accaduto durante l’esplorazione subacquea.

Nel frattempo la famiglia di Muriel Oddenino ha scelto il silenzio. Attraverso il proprio legale, l’avvocato torinese Alberto Pantosti Bruni, i familiari hanno fatto sapere di essersi “chiusi nel dolore” e di voler rispettare il lavoro degli inquirenti. “La procura di Roma ha aperto un fascicolo per compiere gli accertamenti finalizzati a far luce su cosa è accaduto. Anche per rispetto dell’attività investigativa la famiglia ritiene opportuno non rilasciare alcuna dichiarazione”, ha spiegato il legale.

 

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