Data alle fiamme auto del console turco: il diplomatico sotto scorta da un mese

di Redazione

Il rogo rivendicato dagli anarchici. L'uomo ammette: "Sì, sono preoccupato".

La Smart del console onorario della Turchia a Genova è stata data alle fiamme in pieno giorno nel posteggio riservato al consolato, in via Colombo, a Spianata Castelletto.

Nessun dubbio che si tratti di un rogo doloso legato alle proteste contro la Turchia dopo l'offensiva in Siria contro il popolo curdo: i piromani hanno lanciato del liquido infiammabile sul parte destra del cofano anteriore e gli hanno dato fuoco.

E' successo intorno alle 14: gli autori dell'attentato hanno scelto quell'ora perchè consapevoli che a quell'ora l'attenzione generale delle forze di polizia era concentrata sul teatro Carlo Felice per la visita del presidente della Repubblica Sergio Matterella al congresso nazionale dei magistrati.

La procura di Genova ha aperto un fascicolo per incendio doloso: "Ci sono indagini in corso", si è limitato a dire il procuratore capo Francesco Cozzi.

In serata la rivedicazione sul sito Round Robin da parte della cellula anarchica Lorenzo Orsetti in cui si legge fra l'altro: "A Genova nella centralissima Castelletto, mentre infuria il Black Friday, noi ci siamo presi la briga di incendiare un'auto. Apparteneva al corpo consolare turco. I boati dei pneumatici, la puzza della plastica che brucia sono una ridicola percentuale di cosa significhi avere la guerra in cas, il tabù della violenza sui fabbricatori di morte è ora che cada".

Poco più di un mese fa la porta dell'ambasciata turca a Genova, a due passi da Piazza De Ferrari, era stata imbrattata con scritte di protesta nei confronti dell'invasione turca della regione curda della Rojava. Quella notte, due donne appartenenti ai gruppi antagonisti avevano scritto sul portone "Giù le mani dalla Rojava. Erdogan killer".

Da quel giorno il console, Giovanni Guicciardi, 81 anni, un marittimo di origini triestine da sempre trapiantato a Genova, console onorario di un cosolato effettivo, viene scortato dai carabinieri. L'uomo, oggi, intercettato da Telenord, ha ammesso di essere avvilito, "sì sono molto preoccupato per questi due attentati".

Anche per il rogo dell'auto le indagini dei carabinieri sono state indirizzate agli esponenti del mondo anarco insurrezionalista che simpatizzano per la causa curda che gravitano nel centro storico.

Il console onorario dopo il rogo si è recato a sporgere la denuncia nella caserma dei carabinieri di Castelletto: le indagini sul fatto sono state avviate dal nucleo operativo della compagnia Centro e del comando provinciale.

Dalla notte dell'attentato l'ingresso del palazzo del consolato di De Ferrari è presidiato giorno e notte da due miltari dell'esercito.

 

Marco Innocenti

Michele Varì