Sopraelevata, il futuro divide Genova: tra tunnel subportuale e una vista che molti non vogliono perdere

di Carlotta Nicoletti

L'architetto Luca Mazzari: “È il punto di osservazione più unico della città”

La Sopraelevata Aldo Moro continua a dividere Genova. Da una parte c'è chi la considera una barriera urbana da superare con il futuro tunnel subportuale, dall'altra chi la ritiene un elemento identitario e uno dei punti panoramici più straordinari sulla città. Un dibattito destinato ad accompagnare i prossimi anni, mentre procede l'iter del tunnel che dovrebbe entrare in funzione intorno al 2032.

La prospettiva - Per l'architetto Luca Mazzari, docente allo Istituto Europeo di Design di Firenze, il valore della Sopraelevata va oltre la sua funzione viabilistica. Percorrendo i suoi sei chilometri si osserva Genova da una prospettiva unica, lungo il confine tra terra e mare. "È una sorta di grande piano sequenza", spiega, una visuale continua che permette di cogliere contemporaneamente il porto, il centro storico e il waterfront senza interruzioni.

Il progetto - Il futuro della struttura è strettamente legato al tunnel subportuale, il cui progetto esecutivo è stato approvato nei mesi scorsi. Secondo la visione elaborata da Renzo Piano e recepita nella pianificazione portuale, una volta completato il tunnel potrebbe essere demolito il tratto della Sopraelevata che corre davanti al centro storico, dalla Stazione Marittima fino all'area dell'ex Mercato del Pesce.

I dubbi - L'ipotesi incontra però forti resistenze. Molti cittadini vedono nella Sopraelevata un simbolo della città e un vero "biglietto da visita" per chi arriva a Genova. Mazzari arriva a definirne la vista un patrimonio da tutelare: "Se fosse possibile, sarebbe la visione stessa della città a meritare una forma di protezione".

La storia - Inaugurata nel 1965 e progettata dall'ingegnere Fabrizio de Miranda, la struttura rappresentò una soluzione innovativa per l'epoca. Costruita con una combinazione di acciaio e cemento, venne realizzata rapidamente per non interferire con le attività portuali sottostanti.

Le sfide - Oggi il tema principale resta la convivenza tra le grandi opere in corso. Oltre alla costruzione del tunnel subportuale, saranno necessari importanti interventi sui sottoservizi e sulle infrastrutture esistenti. Nel frattempo la Sopraelevata continua a sostenere il traffico cittadino, con circa 80 mila veicoli al giorno, confermando il suo ruolo strategico nella mobilità genovese.

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