Shipping, Transport & Intermodal Forum: successo a Rapallo per la quarta edizione dell'evento di Telenord
di Redazione
Oltre settanta relatori dei mondi istituzionale, industriale, portuale, accademico e associativo, per due giorni di lavori intensi e nove panel tematici
Con la sessione pomeridiana dedicata agli scenari istituzionali ed economico-organizzativi, si è conclusa oggi all'Excelsior Palace Hotel di Rapallo la IV edizione dello Shipping, Transport & Intermodal Forum, promosso da Telenord – TN Events & Media in collaborazione con il Propeller Club Port of Genoa e condotto da Roberto Rasia. Un evento che ha visto la partecipazione di oltre settanta relatori provenienti dal mondo istituzionale, industriale, portuale, accademico e associativo, per due giorni di lavori intensi e nove panel tematici che hanno contribuito a delineare un percorso condiviso verso un ecosistema logistico più efficiente, sostenibile e competitivo, capace di affrontare le sfide geopolitiche, ambientali e normative del settore.
“Il Forum di Rapallo si conferma un’occasione strategica di confronto e networking tra tutti i protagonisti del settore. Le criticità restano, ma da qui emerge anche una chiara volontà di lavorare insieme per trasformarle in nuove opportunità”, ha concluso Massimiliano Monti, Editore di Telenord.
Apertura dei lavori - Dopo i saluti di Emilio Robotti, Assessore del Comune di Genova, che ha portato i saluti della Sindaca Silvia Salis, ha aperto i lavori Maurizio D’Amico, del Comitato di Indirizzo ZLS Porto e Retroporto di Genova, con un intervento centrato sulla necessità di semplificare le procedure e accelerare le decisioni strategiche per rafforzare la competitività dei nodi logistici italiani.
D’Amico ha sottolineato come strumenti quali le Zone Economiche Speciali (ZES) e le Zone Franche Doganali (ZFD) rappresentino leve strategiche per l’attrazione degli investimenti e la crescita sostenibile. A livello globale, le ZES generano circa 90 milioni di posti di lavoro e contribuiscono per oltre il 20% al PIL mondiale, con un ritorno economico stimato tra 2 e 4 euro per ogni euro investito.
Ha inoltre evidenziato l’evoluzione verso modelli cross-country capaci di superare i confini nazionali, la necessità di puntare maggiormente sulle semplificazioni amministrative rispetto ai soli vantaggi fiscali e il ruolo delle ZFD nel mitigare dazi e controdazi. Particolare attenzione è stata dedicata all’utilizzo delle ZES come incubatori istituzionali di innovazione, anche attraverso tecnologie emergenti quali metaverso e digital twins, già sperimentate in alcuni Paesi europei. Solo un approccio integrato e internazionale, ha concluso, potrà rendere efficaci questi strumenti anche in Italia.
Panel tematici - Nel corso del pomeriggio si sono svolti tre panel tematici che hanno riunito rappresentanti del mondo portuale, industriale e istituzionale.
Panel 1 – ZES, ZLS e fiscalità agevolata
Il primo panel ha visto confrontarsi Stefano Ricci (Ricci & Partner), Giampaolo Botta (Spediporto Genova), Claudio Ricci (Interporto Campano), Giorgio Cuttica (ParvaSoft Group) e Giuseppe Costa (SAAR Depositi Portuali).
Giampaolo Botta ha ricordato come le Zone Logistiche Semplificate siano strumenti consolidati a livello globale da oltre trent’anni, adottati in Italia solo di recente. ZLS e ZES rappresentano una leva fondamentale per attrarre investimenti, semplificare la burocrazia e radicare nuova manifattura nei territori. Citando dati di Prologis Research, Botta ha evidenziato la presenza di ingenti capitali internazionali pronti a investire in Europa, sottolineando l’importanza del marketing territoriale e della qualità della comunicazione.
Stefano Ricci ha definito le ZLS uno strumento strategico, seppur non risolutivo, evidenziando il valore di un quadro normativo e fiscale integrato attivo fino al 2028. Le agevolazioni, ha spiegato, producono effetti concreti solo se coinvolgono l’intero ecosistema locale e non esclusivamente le imprese insediate.
Giuseppe Costa ha sottolineato il potenziale ancora poco sfruttato di ZLS e ZES, rimarcando l’importanza della digitalizzazione dei processi e della creazione di consorzi operativi tra spedizionieri, agenti e istituzioni. Ha richiamato inoltre l’urgenza di una governance più coesa in materia di portualità e Blue Economy, auspicando un maggiore coordinamento a livello nazionale ed europeo.
Claudio Ricci ha portato l’esperienza delle ZES nel Mezzogiorno, evidenziando come il vero fattore di successo risieda nella rapidità delle procedure autorizzative più che nei benefici fiscali. Ha espresso preoccupazione per il rischio di rallentamenti legati alla nuova cabina di regia nazionale e ha auspicato un maggiore impegno sul tema del credito d’imposta.
Panel 2 – Il sistema portuale tra UE e territorio
La seconda sessione ha visto la partecipazione di Matteo Paroli, Paolo Piacenza, Bruno Pisano, Francesco Di Sarcina, Alberto Rossi e Annalisa Tardino.
Matteo Paroli ha ribadito l’importanza della certezza dei tempi amministrativi per garantire competitività e attrattività agli investimenti, sottolineando la necessità di riformare in modo strutturale i piani regolatori portuali. Ha annunciato l’avvio del percorso di aggiornamento dei piani di Genova e Savona con l’obiettivo di introdurre maggiore flessibilità operativa.
Paolo Piacenza ha affrontato il tema dell’ETS europeo e delle ricadute sui porti di transhipment, evidenziando al contempo i risultati di crescita del porto di Gioia Tauro e la centralità dell’intermodalità ferroviaria per il suo sviluppo futuro.
Bruno Pisano ha illustrato il percorso di integrazione porto-città avviato a La Spezia, soffermandosi sugli investimenti in elettrificazione delle banchine e sulla sinergia tra iniziative locali e supporto centrale per la transizione energetica.
Francesco Di Sarcina ha richiamato il ruolo strategico del Piano Regolatore Portuale come strumento di visione e organizzazione, sottolineando la necessità di specializzazioni portuali coerenti e di un dialogo costante con il territorio.
Alberto Rossi ha lanciato un appello per una posizione italiana più incisiva in Europa, in particolare sulla revisione della direttiva ETS e sulla definizione della nuova strategia portuale europea, sottolineando il ruolo strategico dell’Italia nel Mediterraneo.
Annalisa Tardino ha evidenziato l’importanza di partecipare attivamente alla definizione delle normative europee, richiamando l’attenzione sulla revisione ETS del 2026 e sul nuovo Patto per il Mediterraneo.
Panel 3 – Interporti, digitalizzazione e intermodalità
L’ultimo panel ha visto il confronto tra Fabio Rufini, Giuseppe Rizzi e Gianfranco De Angelis, con un focus sulla digitalizzazione come leva di efficienza, sull’integrazione tra porto, ferrovia e territorio e sulla crescente rilevanza delle soluzioni energetiche sostenibili per la competitività del sistema logistico.
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