Shipping, Transport & Intermodal Forum, Sisto (Confitarma): "Carbon tax e rotte chiuse, incognite sul futuro dello shipping europeo"
di Luca Pandimiglio
"Imporre vincoli fiscali solo agli operatori europei significa favorire indirettamente i concorrenti extra-UE"
Luca Sisto, direttore generale di Confitarma, ha espresso una valutazione fortemente critica sulla carbon tax europea, definendola un’“assurdità” e una misura potenzialmente suicida per lo shipping europeo. Secondo Sisto, "l’applicazione di una tassazione regionale a un settore per sua natura globale rischia di compromettere la competitività delle imprese europee, senza produrre reali benefici ambientali".
Il direttore generale di Confitarma ha evidenziato come "il trasporto marittimo operi in un contesto internazionale altamente competitivo, nel quale imporre vincoli fiscali solo agli operatori europei significa favorire indirettamente i concorrenti extra-UE". Una distorsione che, a suo avviso, "potrebbe tradursi in una progressiva perdita di traffici, investimenti e occupazione per l’intero comparto marittimo continentale".
Sisto ha inoltre sottolineato come l"intero scenario operativo sia già fortemente compromesso dalle tensioni geopolitiche in corso". Oggi, ha spiegato, i mari non sono più “liberi”: intere aree strategiche per il commercio globale, come il Mar Nero e il Mar Rosso, risultano precluse o altamente pericolose per le navi italiane ed europee. "Questa situazione ha comportato una drastica riduzione dei transiti, l’allungamento delle rotte, un aumento dei tempi di percorrenza e, di conseguenza, un significativo incremento dei costi operativi".
"In questo contesto, l’introduzione di ulteriori oneri fiscali rischia di aggravare una crisi già in atto, mettendo sotto pressione un settore che rappresenta un pilastro fondamentale per l’economia europea e per la sicurezza delle catene di approvvigionamento. Per Confitarma, la transizione ecologica deve essere affrontata con strumenti realistici e coordinati a livello globale, evitando misure unilaterali che finirebbero per indebolire ulteriormente lo shipping europeo".
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