La sfida nascosta dell’intelligenza artificiale: energia, acqua e territorio, il prezzo dei nuovi data center
di R.S.
I nuovi centri di calcolo richiedono enormi quantità di elettricità per alimentare i server e sistemi di raffreddamento sempre più sofisticati
La corsa globale all’intelligenza artificiale non si gioca soltanto sul terreno dell’innovazione tecnologica, degli algoritmi o degli investimenti in ricerca. Dietro lo sviluppo dell’IA, scrive Edoardo Zanchini sul Domani, si nasconde infatti una sfida molto più concreta, legata alla disponibilità di risorse essenziali come energia, acqua e territorio. Elementi che, oggi come durante la rivoluzione industriale, rappresentano la vera infrastruttura su cui costruire il futuro economico.
L’esplosione degli investimenti nei data center, indispensabili per sostenere l’elaborazione di enormi quantità di dati e l’addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale, sta generando una competizione sempre più intensa tra Paesi e territori. Una corsa spesso priva di regole condivise, nella quale prevale chi riesce a garantire più rapidamente spazi, connessioni e approvvigionamenti energetici.
Le dimensioni del fenomeno sono senza precedenti. I nuovi centri di calcolo richiedono enormi quantità di elettricità per alimentare i server e sistemi di raffreddamento sempre più sofisticati. Allo stesso tempo, consumano grandi volumi d’acqua e occupano vaste superfici di territorio, con effetti che rischiano di incidere in modo significativo sulle comunità locali e sugli ecosistemi.
In questo scenario l’Europa si trova di fronte a una scelta strategica. Da un lato deve colmare il ritardo accumulato rispetto a Stati Uniti e Cina nello sviluppo delle tecnologie legate all’intelligenza artificiale; dall’altro ha l’opportunità di assumere un ruolo guida nella definizione di regole e criteri di sostenibilità per la realizzazione dei data center.
La vera sfida non consiste soltanto nel costruire infrastrutture sempre più potenti, ma nel farlo senza compromettere gli obiettivi ambientali e la qualità della vita dei territori che le ospitano. Per questo la pianificazione degli investimenti dovrà tenere conto non solo della competitività economica, ma anche dell’impatto sulle risorse naturali, sulla rete energetica e sul consumo di suolo.
La rivoluzione dell’intelligenza artificiale è ormai avviata. La differenza, per l’Europa, sarà riuscire a coniugare innovazione e sostenibilità, trasformando una competizione globale in un’opportunità di sviluppo equilibrato e duraturo.
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