Nucleare, Pichetto accelera: “Primi impianti entro il 2033. Potrà coprire fino al 15% del fabbisogno energetico”
di R.C.
Sul fronte del gas, Pichetto ha escluso che un eventuale ritorno alle forniture russe possa incidere significativamente sui prezzi energetici europei
Il governo accelera sul ritorno dell’energia nucleare in Italia. Dopo il primo via libera all’iter normativo, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha delineato la tabella di marcia che dovrebbe portare il Paese a dotarsi nuovamente di impianti nucleari entro il 2033-2034.
Intervenendo al Forum in Masseria di Manduria, il ministro ha spiegato che l’obiettivo dell’esecutivo è completare entro la fine dell’anno i decreti attuativi necessari per avviare il percorso. Una scelta che, ha sottolineato, è “prima di tutto politica” e guarda al futuro energetico del Paese.
Secondo Pichetto, il nucleare non dovrà sostituire le fonti rinnovabili, ma integrarle all’interno di un mix energetico più equilibrato e meno dipendente dall’estero. La quota dell’atomo potrebbe arrivare a coprire tra il 10 e il 15% del fabbisogno energetico nazionale entro il 2040.
Il ministro ha ribadito che il percorso di sviluppo delle energie rinnovabili prosegue secondo il cronoprogramma previsto, con 22 gigawatt di nuova capacità installata negli ultimi tre anni. Via libera quindi a geotermia, idroelettrico, eolico e fotovoltaico, pur evidenziando alcune criticità legate ai costi e all’occupazione del suolo.
Sul fronte del gas, Pichetto ha escluso che un eventuale ritorno alle forniture russe possa incidere significativamente sui prezzi energetici europei, sottolineando come il mercato continentale continui a determinare le quotazioni finali.
Nel corso dell’incontro si è parlato anche dell’ex Ilva di Taranto. Per il ministro, la chiusura dell’impianto rappresenterebbe una sconfitta industriale per l’Italia. Tra le ipotesi sul tavolo per favorire la decarbonizzazione del sito figura anche la possibile realizzazione di un rigassificatore nel porto di Taranto, qualora sussistano le condizioni tecniche ed economiche necessarie.
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