Settimana senza carne, il WWF lancia la “Meat Free Week” contro l’impatto degli allevamenti intensivi

di R.S.

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Dopo il Veganuary, la sfida globale che propone un mese di alimentazione vegetale, WWF rilancia con un’iniziativa più breve ma altrettanto simbolica

Settimana senza carne, il WWF lancia la “Meat Free Week” contro l’impatto degli allevamenti intensivi

Ridurre il consumo di carne per sensibilizzare sull’impatto ambientale degli allevamenti intensivi e promuovere un modello agricolo più sostenibile. È l’obiettivo della “Meat Free Week”, l’iniziativa lanciata dal WWF che invita cittadini e famiglie a rinunciare alla carne – o a ridurne fortemente il consumo – per una settimana, dal 26 al 30 gennaio.

Dopo il Veganuary, la sfida globale che propone un mese di alimentazione vegetale, l’associazione ambientalista rilancia con un’iniziativa più breve ma altrettanto simbolica, pensata per offrire a tutti la possibilità di sperimentare una dieta vegetariana o vegana e riflettere sulle conseguenze ambientali delle attuali abitudini alimentari.

Secondo il WWF, la produzione di carne, oggi legata in larga parte agli allevamenti intensivi, è una delle principali fonti di inquinamento e contribuisce alla perdita di biodiversità e di habitat naturali. I dati citati dall’organizzazione mostrano un forte squilibrio: il 60% della biomassa dei mammiferi terrestri è costituito da animali allevati, il 36% da esseri umani e solo il 4% da fauna selvatica.

Un modello che richiede enormi quantità di suolo agricolo, spesso sottratto alle foreste. Oltre 200 milioni di ettari nel mondo sono oggi destinati alla produzione di mangimi per l’alimentazione animale, una superficie superiore a quella dell’intera Unione europea. In particolare, aree ad alta biodiversità come il Sud America sono colpite dalla deforestazione legata alla produzione di carne e foraggi, con Paesi come Brasile e Argentina tra i principali esportatori globali.

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