Serie A, niente orari spezzatino: ritirata la proposta

di Alessandro Bacci

Non ci saranno dieci partite in dieci orari diversi. Rivoluzione anche per la Coppa Italia che passa dalla Rai a Mediaset

Serie A, niente orari spezzatino: ritirata la proposta

La Serie A dice no agli orari spezzatino per il campionato, chiede un incontro urgente a Draghi per gli spettatori ma ci sono cambiamenti anche per Coppa Italia e Supercoppa. Mediaset ha strappato alla Rai i diritti tv del torneo, che sarà così in esclusiva sulla rete del Biscione per il prossimo triennio, sia in chiaro che pay. Merito di una offerta, svelata oggi durante l'assemblea di Lega, da 48,2 milioni in media a stagione, meglio della proposta della tv pubblica che ha confermato i soli diritti radiofonici per 400mila euro. Cifre che rappresentano una crescita importante per la Lega, che incasserà così 48,6 milioni in media a stagione nel prossimo triennio: un aumento del 37% rispetto al 2018/21 (35 milioni) e più che raddoppiata rispetto al 2015/18 (22 milioni), una crescita probabilmente legata a come è stato creato il bando (con l'opzione in chiaro e pay che ha creato maggior interesse) e al nuovo format che prevederà, dalla prossima stagione, gare con squadre di Serie A in campo già da agosto.

Intanto, è arrivato il passo indietro sul tema degli orari-spezzatino. Nel corso dell'assemblea, infatti, è stata ritirata la proposta, preso atto in particolare dell' impossibilità di evitare contenziosi nel caso in cui la Lega avesse proseguito con il piano di spalmare le 10 partite di Serie A di ogni giornata in altrettanti orari diversi a partire dalla prossima stagione. Una decisione che segue settimane particolari, considerando che la proposta era stata inizialmente approvata dai club nell'assemblea dello scorso 7 giugno, salvo poi decidere di annullare la delibera