"Sentinella della Rete": a casa di una volontaria che monitora lo smog

di Anna Li Vigni

A Genova, la lotta all’inquinamento atmosferico non passa solo attraverso i dati ufficiali grazie all’impegno diretto dei cittadini

A Genova, la lotta all’inquinamento atmosferico non passa solo attraverso i dati ufficiali grazie all’impegno diretto dei cittadini. Negli ultimi anni si è rafforzata una vera e propria rete di “sentinelle ambientali”, composta da volontari che collaborano con associazioni e comitati locali per monitorare la qualità dell’aria e segnalare situazioni critiche.

Queste sentinelle svolgono un ruolo fondamentale di osservazione dal basso: documentano emissioni anomale, fumi provenienti dal traffico urbano e dalle attività portuali, superamenti dei limiti di legge e condizioni meteorologiche che favoriscono l’accumulo di inquinanti. Le informazioni raccolte vengono poi condivise con associazioni ambientaliste, enti di controllo e, in alcuni casi, con le istituzioni.

La collaborazione con le associazioni permette di trasformare le segnalazioni dei singoli in azioni collettive strutturate, come campagne di sensibilizzazione, richieste di intervento alle autorità competenti e diffusione di dati comprensibili alla cittadinanza. Questo modello partecipativo rientra nella cosiddetta citizen science, in cui i cittadini contribuiscono attivamente alla tutela della salute pubblica.

In una città complessa come Genova, segnata dal traffico intenso e dalla presenza del porto, il lavoro delle sentinelle rappresenta un importante strumento di controllo e trasparenza. La rete civica non sostituisce i monitoraggi ufficiali, ma li affianca, offrendo uno sguardo costante sul territorio e mantenendo alta l’attenzione sul tema dell’inquinamento e dei suoi effetti sulla popolazione.

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